
SENZA RISPETTO PER LEGGE E PERSONE.
Leggi tutto “COMUNE DI CARIATI: ATTI NEGATI ALL’OPPOSIZIONE E CITTADINI LASCIATI SENZA ACQUA” »

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Confermata dalla Corte di Appello di Catanzaro la sentenza emessa dal Tribunale di Castrovillari nei confronti di un 60enne di Rossano, accusato di minaccia aggravata e condannato a due mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali ed al risarcimento dei danni
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Esattamente il 19 maggio scorso, il Circolo di Fratelli d’Italia “Giuseppe Tatarella” ha denunciato con forza lo stato di abbandono e degrado in cui versa da anni il Borgo Marino.
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Corigliano Rossano, 5 luglio 2025 – È in programma per lunedì 7 luglio alle ore 19.00, presso il Palazzo San Bernardino nell’area urbana di Rossano, la conferenza stampa pubblica di presentazione della Pingu’s English School Rossano, la prima scuola dell’infanzia bilingue della Calabria.

Roma, 5 luglio 2025 – «Sorprende la reazione eccessiva del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, di fronte a un tentativo concreto di individuare soluzioni provvisorie per i tratti più pericolosi della Statale 106 jonica, in particolare nelle zone di Torricella (Corigliano) e Toscano–Aranceto (Rossano). Sono d’accordo: non è il momento di fare polemiche. Ma non sono stato io ad alimentarle». Così il senatore Ernesto Rapani replica alla nota del primo cittadino, definita scomposta nei toni e contraddittoria nei contenuti. «Il sindaco afferma che la responsabilità della Statale 106 è esclusivamente di Anas. Eppure, poche righe dopo, dichiara che il Comune si è già attivato avviando la progettazione per il tratto di Torricella. Una contraddizione evidente: se non c’è competenza, perché si lavora su un progetto? Proprio perché i due tratti in oggetto sono stati declassati, rientrano tra i centri urbani e la competenza è comunale, rimanendo solo la manutenzione in capo all’Anas». «Il secondo punto critico – prosegue Rapani – riguarda le mie proposte, definite dal sindaco tecnicamente sbagliate e inattuabili. Eppure, si tratta di misure già applicate in moltissimi centri italiani su arterie simili, anche in presenza di viabilità mista. Autovelox, divieti di sosta, barriere spartitraffico: nulla di straordinario, se non per chi non vuole affrontare il problema».
Il sindaco liquida poi l’intervento del senatore come una «querelle comunicativa» e parla di «miserie politico-istituzionali», spostando il piano del confronto da quello amministrativo a quello personale. Una scelta che rischia di oscurare il tema centrale: le morti su quella strada. «La parte più emblematica – aggiunge Rapani – è quando il primo cittadino ricorda che l’amministrazione si è sostituita per le inadeguatezze di altri. In quel passaggio, il sindaco ammette di fatto un impegno del Comune, smentendo la linea iniziale di totale estraneità. Un’ammissione che depotenzia ogni critica: ho chiesto azioni concrete proprio a chi – come Stasi – sostiene di averle già avviate».
«Infine – conclude – il sindaco mi invita a impegnarmi per il reperimento di fondi sulla zona industriale. Ma è un ribaltamento dei fatti: non ho mai escluso quel fronte, ho semplicemente indicato due tratti urbani dove è urgente intervenire. E subito». Il clima in città resta teso. I cittadini continuano a denunciare il pericolo di quei tratti, e i morti aumentano. Le richieste di intervento non nascono da calcoli politici, ma da una realtà sotto gli occhi di tutti. «Se davvero l’amministrazione sta lavorando a una soluzione – chiosa Rapani – perché non cogliere la proposta come stimolo, invece di trasformare tutto nell’ennesimo scontro di ruoli? Qui si parla di vite umane, non di difese d’ufficio».
Ufficio Stampa Sen. Ernesto Rapani

