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Rocca Imperiale: muore in un incidente in Africa

ROCCA IMPERIALE - Muore, in seguito ad un incidente stradale avvenuto in Namibia (in Africa), dove era in vacanza insieme al fidanzato. Si tratta di Amalia Aletti, 34 anni, originaria di Rocca Imperiale ma residente a Milano dove, dopo essersi laureata, svolgeva la professione di stilista presso la nota firma “Prada”.

CASTROVILLARI : Da oggi nel rione Civita "Estateatro"

Il teatro rivive in piazza. Dal 26 agosto al 13 settembre nell'anfiteatro di San Giuliano, nel rione Civita, la rassegna EstaTeatro  a cura dell'amministrazione comunale "scende" tra la gente, alle ore 21, per promuovere il luogo, gli ambienti identitari e per  la gioia di tanti al fine di offrire un piacere in più nel seguire opere, lavori e rappresentazioni, tutte da scoprire ed a firma di Compagnie teatrali castrovillaresi.

Grazie ad Ully arrestati sulla 106 due spacciatori


Continua l’attivita’ nel settore della lotta al traffico e consumo di sostanze stupefacenti da parte dei finanzieri della Tenenza Guardia di Finanza di Montegiordano che hanno tratto in arresto due giovani e sottoposto a sequestro 126 grammi di marijuana confezionata in dosi, un bilancino di precisione, nr. 29 semi di canapa, nr. 2 tritaerba, Nr. 1 essiccatoio artigianale e di materiale vario per il confezionamento. Ancora una volta, teatro dell’operazione di servizio e’ stata La statale 106 ionica all’altezza del comune di Roseto Capo Spulico, dove - alle prime ore del mattino –

Cassano: CRESESM chiede al Sindaco di istituire un corso laurea a Sibari

Il Centro studi CRESESM (Centro di Ricerche e Studi Economici e Sociali per il Mezzogiorno, con sede in Lauropoli) esaminando la realtà e la potenzialità culturale nell’ambito della Sibaritide, con particolare attenzione a Sibari, al museo e al parco archeologico, ha approvato all’unanimità il seguente documento che è stato inviato al sindaco di Cassano Gianni Papasso.  

Rocca Imperiale: sconcerto, dolore e commozione per la tragica morte di Amalia Aletti

Un tragico destino per Amalia Aletti che se ne è andata in terra d'Africa a soli 34 anni. Amalia, giovane e brillante stilista cosentina, addetta alle sfilate di Prada si trovava  in Namibia, e qui durante una escursione la jeep su cui viaggiava insieme al compagno  ed ad altri due amici per cause in corso di accertamento, ha sbandato e si è capovolta. Per Amalia non c’è stato nulla da fare. I soccorsi purtroppo sono arrivati tardi perchè il centro abitato più vicino era molto distante. Illesi gli altri passeggeri. Quando la notizia è arrivata a Rocca Imperiale centro in cui vivono i genitori di Amalia e dove lei aveva trascorso qualche giorno di vacanza prima di partire per l’Africa, tutta la comunità è stata avvolta  dal dolore.

Corigliano: Corso Allenatore Uefa B


Possibilita’ di dilazionare in tre rate la quota di partecipazione al corso

Si comunica che il Presidente Nazionale Renzo Ulivieri ha accolto la proposta del Presidente dell’Assoallenatori calabrese Raffaele Pilato riguardante la dilazione del pagamento della quota di partecipazione al Corso per Allenatore di Base UEFA B che si svolgerà a partire dal prossimo 28 settembre a Corigliano Calabro.

Appello della Fai Cisl di Cosenza alla politica e istituzioni su dissesto idrogeologico e aree interne

“La politica e le istituzioni devono riconoscere che tra le cause di questi disastri ambientali vi è l’abbandono delle aree montane e la conseguente mancanza di manutenzione dei versanti, la cementificazione diffusa e la conseguente impermeabilizzazione del territorio che aumenta la velocità con cui le precipitazioni si riversano dalla parte alta dei versanti a valle.

Blitz antidroga dei Carabinieri a Campana e Mandatoriccio. Sequestrate 2 piantagioni di cannabis indica


Negli ultimi 2 giorni i Carabinieri della Compagnia di Rossano hanno continuato l’azione di contrasto al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti. Nel pomeriggio di ieri i Carabinieri della Stazione di Mandatoriccio, in località Schiena dell’Asino ed il giorno precedente i Carabinieri della Stazione di Campana in località Iuri, hanno rinvenuto complessivamente 80 piantine di canapa indica, occultate nel fitto della vegetazione,

Dopo l’alluvione | Richieste risarcitorie da record: è rischio “cresta”...


Autocertificazioni di privati con cifre a cinque e sei zeri a Rossano e a Corigliano

Un immaginario “forziere” delle mille e una notte. O di Alì Babà e i quaranta ladroni. Piovuto dal cielo, è proprio il caso di dirlo. Già, perché adesso c’è una domanda che sorge spontanea. Ed è questa: ha provocato più danni l’alluvione che lo scorso 12 agosto ha flagellato la costa jonica cosentina o l’“odore dei soldi”?
La risposta si colloca nel bel mezzo delle due possibili opzioni. E non parliamo delle stime dei danni pubblici - vale a dire quelli che hanno riguardato strutture ed infrastrutture dei Comuni di Rossano, Corigliano Calabro e Crosia – ma di quelli autocertificati presso i preposti uffici degli stessi enti comunali da parte di privati cittadini. I quali si sono assunti la responsabilità penale in atti pubblici apponendo la loro firma su richieste risarcitorie in diversi casi a cinque e addirittura pure a sei zeri. Danni calcolati nello spazio temporale d’un paio di giorni appena, mentre per le strade e nei quartieri tanti volontari spalavano il fango. E stimati nell’ordine di centinaia di migliaia di euro, a volte superando la milionata e in qualche caso superando la prima e la seconda di esse.
Così soprattutto a Rossano e a Corigliano Calabro. Con un elenco d’alcune migliaia d’imprenditori e commercianti, i quali avrebbero autocertificato danni che in moltissimi casi appaiono del tutto inverosimili, talvolta corredati da prove fotografiche e frettolosissime perizie tecniche, talvolta no, con la riserva di produrre le perizie in un momento successivo. E limitandosi – si fa per dire – a “quantificare”, traducendo plasticamente in euro quel presunto rosario di danni subìti messo nero su bianco e in tutta fretta protocollato presso gli uffici comunali. Sì, perché la “torta”, benché ancora virtuale, è ben ghiotta e molto invitante.
A Rossano vi sono già oltre una cinquantina di milioni d’euro (le cifre comprendono quelle stimate dai Comuni per i danni pubblici), a Corigliano Calabro oltre una cinquantina, a Crosia un paio. Coi numeri analitici riportati sulle apposite schede già presentate, come previsto, dai sindaci Giuseppe Antoniotti, Giuseppe Geraci ed Antonio Russo presso la Prefettura di Cosenza. Che in queste ore le “girerà” al Governo del premier Matteo Renzi.
La riunione del Consiglio dei Ministri che discuterà il caso dell’alluvione sullo Jonio cosentino è già fissata per giovedì prossimo, tra due giorni dunque. Certa è solo e soltanto la preannunciata e scontata dichiarazione dello stato d’emergenza. Sarà la chiave che aprirà la “cassa” dello Stato. Sul “quantum” regna però la più assoluta incertezza. Su quella “cifra” contano in molti, moltissimi. E ora si sgomita tra quanti hanno subìto danni per davvero e quanti hanno autocertificato l’inverosimile. In mezzo a questi si fa largo gente in odore di ‘ndrangheta – il Comune di Corigliano Calabro nel 2011 è stato sciolto per infiltrazioni - che offre collaborazione e “supporto tecnico”. «Abbiamo un nostro fidato ingegnere...ti mandiamo il nostro geometra...facciamo un’ottima perizia...calcoliamo...». Per la “cresta” sull’acqua d’oro piovuta dal cielo…

Dopo l’alluvione | Crosia “pretende” due milioni di euro


Terminata la stima dei danni: grande attenzione per il torrente Trionto. A Rossano, Centro operativo ancora in attività. Polemiche a Corigliano

Due milioni d’euro. Pure il Comune di Crosia ha calcolato la stima dei danni alluvionali dello scorso 12 agosto. Le emergenze più impellenti e sulle quali è necessario intervenire immediatamente sono rappresentate dalla messa in sicurezza degli argini del torrente Trionto, specie nella zona che attraversa l’abitato di Mirto, e di numerose frane che hanno interessato i pendii che costeggiano il centro storico e le strade comunali interpoderali.

Canna, mulino restaurato e messo in funzione


Del Piano: modello culturale economico ed alimentare.

Il mulino, testimone di un modello culturale economico ed alimentare a partire dal Medioevo, ci riporta immediatamente alla mente un binomio indissolubile che è all’origine di questa macchina: la macina in pietra e il grano. Esse cominciano ad essere usate entrambe a partire dal Neolitico antico per produrre quelle farine di cui l’umanità da allora non ha ancora smesso di nutrirsi.

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