La città calabrese entra nel circuito internazionale. Sul palco: i Tarantanova, Sabatum Quartet, Skapizza e Sina e gli amici della tarantella
Per la prima volta, anche Cariati parteciperà alla Festa della musica. L’evento, che coinvolgerà quest’anno oltre 500 città in tutta Italia, porterà nel centro del Basso Jonio cosentino tre giorni di concerti gratis. Dal 19 al 21 giugno ogni sera sul lungomare è prevista un’esibizione live.

«Abbiamo deciso di aderire a questa enorme festa internazionale perché condividiamo lo spirito con il quale è nata – ha detto la sindaca Filomena Greco – . Ci piace molto l’idea di celebrare la musica in ogni sua forma: dilettante, professionale, allegra, tradizionale. E di poterlo fare in contemporanea con tanti altri posti».

Sì, perché tutti quelli che hanno deciso di partecipare alla Festa della musica, il 21 giugno hanno previsto almeno un concerto o un’iniziativa dedicata alla musica.

GLI ARTISTI. A Cariati i festeggiamenti dureranno tre giorni. Si partirà lunedì 19 giugno con la tarantella itinerante di Sina e gli amici della tarantella. L’appuntamento è per le 20:00 sul lungomare, zona villetta Lavoratori del Mare.

La sera successiva, martedì 20, sarà la volta dei Sabatum Quartet e degli Skapizza. Si esibiranno a partire dalle 21 sempre sul lungomare, nella zona del Bar Leonardo.

Stesso orario, stesso posto per il concerto dei Tarantanova, che però saliranno sul palco nella serata di chiusura, quella di mercoledì 21 giugno.

Inoltre, per tutti e tre i giorni della Festa saranno allestiti nelle zone adiacenti degli spazi di animazione dedicati ai più piccoli.

«Sarà una bella occasione per celebrare la bellezza e l’utilità della musica nella vita di ognuno di noi. Per divertirsi, ballare e stare insieme – ha detto ancora la Sindaca – . E poi sarà un modo per connettere, almeno idealmente e per una sera, la Calabria con altri posti che, troppo spesso, per la mancanza di trasporti e strade adeguate, ci sembrano davvero lontani. Una magra consolazione? Forse. Ma non dimentichiamo mai che la cultura è sempre stata capace di fare grandi cose. Soprattutto quelle che si pensava fossero irrealizzabili». 

 


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