Cariati: Mario Sero,capogruppo di Unione Civica Cariati nel Cuore, replica al Sindaco

«Sento il dovere di replicare al comunicato stampa del sindaco di Cariati, del 22.11.13, che trovo  risibile, patetito e fantomatico; Filippo Giovanni Sero, dovrebbe avere il  buon senso di tacere e di lavorare alla soluzione dei problemi, irrisolti per sua incapacità, che attanagliano Cariati; al sindaco di Cariati consiglio di non irridire le minorenza su vicende attualmente al  vaglio delle autorità giudiziali  e gli ricordo il detto  “ride bene chi ride per ultimo”;
la giustizia italiana è lenta, a volte lentissima, ma prima o poi le sentenze, civili, amministrative e penali, arrivano al destinatario;
prima o poi il procedimento penale di palazzo Chiriaci verrà concluso, cosi come i rapporti tra gli amministratori comunali e la SOGEFIL verranno chiariti nell’ambito del secondo filone di indagine che vedrà alla sbarra gli amministratori di decine di comuni calabresi ed i rappresentanti della Sogefil;
prima o poi la situazione di disastro e dissesto finanziario, creata scientemente in otto anni di scellerata gestione dell’ente, verrà a galla e chi ha causato danni erariali per milioni di euro dovrà risponderne personalmente ;
prima o poi il consiglio di stato, che si è già pronunciato in via cautelare, emetterà la sentenza sulla delibera per la salvaguardia degli equilibri di bilancio ;
prima o poi caro Sindaco verrai chiamato a rendere conto del tuo operato e quel giorno non è poi cosi lontano ;
quanto alla seconda tranche dei soldi per il decreto salva imprese, che sbandieri con toni trionfalistici, ti ricordo che le somme erogate, non sono una manna caduta dal cielo, ma dovranno essere restituiti con i dovuti interessi e vincoleranno il bilancio del comune di Cariati per i prossimi 30 anni ;
quanto, poi,  alla squadra di persone attente che ogni giorno, come tu dici, cerca di affrontare i problemi di cariati e dei cariatesi   ti invito, unitamente ai componenti della G.M ed ai consiglieri di maggioranza, a recarti puntualmente e sistematicamente al comune atteso che da diverso tempi ti sei reso “latitante” dalla stanza dei bottoni unitamente a tuoi sodali della maggioranza;
l’amministrazione del comune di Cariati è in balia di se stessa senza guida e senza amministratori che quotidianamente si recano al comune ad ascoltare e risolvere i problemi dei cittadini, gli uffici comunali, con il personale ridotto al lumicino in diverse aree, non hanno mezzi, fondi e direttive per affrontare un solo problema ;
e’ un tuo dovere recarti al comune, anche quotidianamente, non fosse altro perché da otto anni ricevi l’ indennità a carico dei cariatesi e del bilancio dell’ente;
è un tuo dovere girare per le vie, contrade e rioni della cittadina, per renderti conto di come l’hai “personalmente” ridotta e dei danni che hai arrecato, unitamente a quanti apparentemente ti stanno vicino….ma ciò è incompatibile con chi , come te,  scelto la via della “latitanza” politica »
                                    Mario Sero

Stampa Email

Cariati: l’Opposizione potrebbe urlare al “complotto”

Sero: da 8 anni solo ricorsi per bloccare esecutivo. Arrivati fondi 2°tranche decreto 35 “salva imprese” .
DICHIARAZIONE DEL SINDACO DI CARIATI – Avv. FILIPPO SERO
Rispetto alle continue e cicliche filippiche di qualche consigliere di minoranza non abbiamo altro da rispondere se non che siamo di fronte ad un costume orma consolidato ed improduttivo dell’opposizione locale. Una pratica autoreferenziale, fatta per lo più di ricorsi ed azioni legali mai fondate sul merito ma sempre su cavilli formali o aspetti non di sostanza, che di fatto non ha mai portato a nulla. Certo, a distanza di 8 anni (sin dal mio primo mandato!) di ricorsi e di iniziative legali di tutti i tipi, la minoranza consiliare potrebbe quasi quasi urlare al “complotto”. Atteso il nulla prodotto fino ad oggi, si potrebbe quasi parlare di un teorico “complotto” ordito ai danni della minoranza, magari dal Ministero dell’Interno, dalla Corte dei Conti, dalla Prefettura di Cosenza e dalle varie Procure della Repubblica di volta in volta investite di tutto e di più. Ironizziamo, che è meglio, per evitare di aggiungere altro. Una cosa è certa, se ad oggi questo Sindaco, l’esecutivo e la maggioranza sono ancora qui a cercare di governare le mille difficoltà finanziarie dell’ente, vuol dire, forse, che non siamo quella manica di delinquenti e di incapaci spesso additati e descritti nelle reprimende dell’opposizione. Allo stesso tempo, ieri come oggi, ribadiamo che le questioni aperte sono tante e gravi, ma che su di esse, senza alcuna fuga dalla condivisione delle responsabilità storiche e politiche, vi è ogni giorno una squadra di persone attente che tenta di affrontarli per evitare in ogni modo ulteriori disagi sulla popolazione. Le condizioni date sono oggettivamente difficili e nessuno lo ha mai negato né ha la minima intenzione di negarlo adesso. Continuiamo tuttavia a preferire, al catastrofismo di taluni, l’impegno quotidiano e la ricerca di soluzioni. Per quel che ci riguarda, anche rispetto alle ultime critiche mosse rispetto al nostro operato, ci limitiamo ad attendere, con fiducia, le determinazioni del Prefetto ed i riscontri della Corte dei Conti, così come la legge prevede. Nel frattempo è stata accredita la seconda tranche del finanziamento previsto dal Decreto 35 “Salva Imprese” che consentirà, così come avevamo annunciato nei giorni scorsi, di saldare una ulteriore fetta di debiti con tante imprese locali, rappresentando un concreto sollievo per tanti imprenditori e lavoratori. - (Fonte: MONTESANTO SAS Comunicazione & Lobbying).

Stampa Email

Terra e Popolo: Dima e Caputo hanno fallito, si facciano da parte

Il territorio ha bisogno di una nuova classe dirigente.
Il dibattito inscenato in questi giorni da Dima e Caputo, che supera in bassezza le zuffe caotiche all'interno del PD, rappresenta l'emblema dell'attività politica della classe dirigente che governa il territorio da vent'anni e che lo ha di fatto affondato. Sul Tribunale non v'è alcun dubbio che tutto il centrodestra locale ha prodotto una quantità di chiacchiere titanica quanto l'incapacità di incidere nella “riforma” ed ha responsabilità enormi dal primo atto, quello della votazione della legge delega in bianco, fino all'ultimo, ovvero il mancato decreto correttivo ostacolato dai capricci di qualche onorevole PD e PDL. Ed è per queste ragioni che fin dall'anno scorso riteniamo doverose le dimissioni degli esponenti politici locali che rivestono ruoli istituzionali ad ogni livello, dal Sindaco al sottosegretario, e torniamo a chiederle con forza soprattutto di fronte allo spettacolo osceno di questi giorni.

A proposito del Tribunale non si trattava certo di utilizzare la propria inesistente influenza per ottenere dei risultati a favore del territorio, non ci siamo mai illusi di questo, ma semplicemente di difendere il territorio da un attacco animalesco ed ignorante da parte della burocrazia del Ministero della Giustizia Rispetto ad un dovere istituzionale e politico tanto improrogabile l'intero apparato del centrodestra, nonostante fosse al governo nazionale ed al governo regionale, è risultato paurosamente mancante.

Non solo: il consigliere Caputo, dopo aver riverito ed avallato il Governatore Scopelliti su ogni provvedimento scellerato, dalla chiusura degli ospedali al taglio delle ferrovie, dai disastri sui rifiuti alle barzellette sulla depurazione, da vita ad una messa in scena contro il governatore non per i problemi dei cittadini, ma per una patetica scissione interna.

È necessario tracciare una profonda linea di discontinuità con tutto questo, rinnovando radicalmente una classe dirigente che ha fallito in pieno. C'è bisogno di una classe politica che abbia coraggio contro i poteri forti radicati sulla nostra terra e che abbia una visione complessiva del territorio, delle sue potenzialità e delle sue prospettive, col fine di valorizzare finalmente le tante risorse della sibaritide e dell'intero sud. Il Movimento Terra e Popolo nasce per questo, e non abbiamo intenzione di fermarci.

Movimento TERRA e POPOLO - Rossano

Stampa Email

Amendolara: aumento tasse dovute a debiti ereditati da ex Giunta

Ciminelli invita Melfi a confronto pubblico.
L’aumento tasse è dovuto solo ed esclusivamente alla costituzione, prevista per legge, di un fondo di svalutazione relativo a crediti pendenti sin dal 31 dicembre 2007. Crediti mai stati riscossi da parte dell'Esecutivo MELFI. 4 milioni di euro, a tanto ammonta la massa debitoria lasciataci in eredità della precedente amministrazione. In un comune con un deficit strutturale come quello di Amendolara, stiamo oggi cercando di risanare gli innumerevoli sprechi compiuti dalla Giunta che ci ha preceduti. È quanto precisa il Sindaco Antonello CIMINELLI rispondendo all’ex collega Mario MELFI che invitato ufficialmente ad un confronto pubblico per discutere faccia a faccia dell’eredità lasciata in passato, del presente e del futuro della comunità.

DICHIARAZIONE SINDACO Avv. ANTONELLO CIMINELLI

L’ex Sindaco Mario MELFI – dichiara il Primo Cittadino del Paese della Secca – farebbe bene a non intervenire soltanto sulla stampa. La situazione che c’è ora ad Amendolara deriva da situazioni debitorie lasciate dalla passata Giunta e che sono note a tutti. Perché – spiega CIMINELLI – qualora i residui attivi non ammontassero a quelli lasciati  sul groppone del Comune, non sarebbe stato necessario l'aumento delle tasse. Ma, vi è di più. Il nostro comune – continua – ereditando una situazione debitoria di 4 milioni di euro, accumulati dalla Giunta MELFI, attraverso la previsione del Decreto Legislativo 35 del  2013 ha acceso un mutuo di 2 milioni di euro circa, con una rata annuale di 150 mila euro che gli amendolaresi dovranno pagare per i prossimi 30 anni. Debiti, questi, tutti maturati nel corso della precedente gestione amministrativa. Prima, pertanto, di parlare dei servizi, che in ogni caso sono stati tutti migliorati dall’avvio della nostra esperienza di governo, dalla mensa alle scuole, dalla raccolta di nettezza urbana alla realizzazione di un nuovo serbatoio per risolvere problema dell’acqua soprattutto alla marina l’ex Sindaco MELFI – aggiunge CIMNELLI – farebbe bene a farsi un serissimo esame di coscienza. Gli aumenti di cui parla sono serviti unicamente per pagare gli sprechi generati dalla loro pessima gestione. Fin dal nostro insediamento – prosegue il Primo Cittadino – l’unica via consigliata era il dissesto. Oggi, invece, abbiamo approvato un primo bilancio che costituisce la fase di partenza sulla via del risanamento. Un bilancio – conclude – sul quale non abbiamo ricevuto nessun tipo di proposta sia dalla vecchia che dalla nuova opposizione. La sola proposta che ci è stata fatta è stata quella di distruggere l'unica forma di welfare che il comune eroga, subordinata ad esigenze reali, che sono le 10 giornate attraverso le quali vengono reclutati gli operai. Per il resto non avendo eccepito nulla, riteniamo – chiosa CIMINELLI – che non ci sia nulla da dire. Perché quando si censurano gli aumenti bisogna anche fare le proposte dove andare a recuperare poi quei soldi. – (Fonte: Montesanto Sas – Comunicazione & Lobbying).

Stampa Email

Tribunale,Dima:Caputo non sa cosa addebitarmi

Mi telefonò per dirmi che mi ero speso fino all’ultimo! Forse non ha mai digerito mio incarico sottosegretario.
ROSSANO – Preso atto sul web delle reiterate dichiarazioni aberranti diffuse dal consigliere regionale CAPUTO, preoccupato ed impegnato ormai da mesi in una campagna, sotterranea ed ora anche pubblica, di denigrazione della mia persona e del mio ruolo politico, ritengo doveroso ribadire quanto segue.
Si è ancora una volta costretti a registrare il mediocre tentativo, messo in atto dal consigliere regionale CAPUTO, di mistificare i fatti sapendo invece benissimo come sono andate tutte le vicende sulla questione del Tribunale di Rossano e sapendo altrettanto benissimo che le questioni legate all’ex mondo di Alleanza Nazionale sono state sempre gestite dal sottoscritto, con equilibrio e rispetto riconosciutimi da tutti, a differenza sua. Certo che ho sempre mantenuto un rapporto stretto con ALEMANNO. E tuttavia non ho mai perso quello stile che mi ha sempre contraddistinto e che mi ha permesso di intrattenere e preservare, in tutte le occasioni e circostanze, rapporti ottimi anche con GASPARRI, così come con tutti gli esponenti della mia parte politica, a qualsiasi livello. Esattamente quanto, come è noto, non è stato capace di fare il consigliere CAPUTO! Ma se non può essere considerata una colpa, il suo modo di vivere la dialettica interna ad un partito o ad una coalizione, figurarsi il mio!

È, poi, talmente puerile la questione del mancato coordinamento dei deputati calabresi che, se questo teorema campato in aria dovesse esser stato, per davvero, il metro di valutazione della chiusura dei tribunali ciò sarebbe oggettivamente un fatto Storico unico nella prassi parlamentare e di governo. Ovviamente, se ciò fosse vero, significherebbe che anche per gli altri 30 tribunali chiusi in Italia, come quello di Rossano, ciò sarebbe stato determinato per il mancato coordinamento delle deputazioni parlamentari di quei rispettivi territori. Saremmo, anzi siamo al ridicolo.

In realtà, CAPUTO non sa proprio cosa addebitarmi e continua ad inventarsi questa storiella, assurda, del presunto mancato coinvolgimento dei parlamentari, abbinata all’altra storiella del mio incarico di Sottosegretario regionale al quale sono stato chiamato dal Presidente SCOPELLITI. Una storiella, quest’ultima, evidentemente mai personalmente digerita da CAPUTO pur avendo egli ribadito, in più occasioni pubbliche e da ultimo nella citata manifestazione di Corigliano alla presenza di ALFANO, l’evidente ingiustizia derivante dalle storture della legge elettorale cosiddetta “Porcellum” nella formazione delle liste per la Camera; storture che – spiegava CAPUTO in quell’occasione – cozzavano con le esigenze di rappresentanza del nostro territorio in Parlamento. Delle due l’una: o CAPUTO ha cambiato improvvisa opinione oppure in quella occasione era o faceva l’ipocrita, per cui di fatto nutriva intima soddisfazione per la mia collocazione a rischio, al 6 posto in lista. Certo, è davvero curioso oggi assistere a questo valzer di opinioni differenti e repentine, così come quello sul mio impegno fino all’ultimo per la difesa del Tribunale di Rossano atteso che – lo ricordo come se fosse stato pochi minuti fa – fu lo stesso CAPUTO a telefonarmi, a seguito di un violento scontro verbale con il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Rossano, esprimendomi tutto il suo personale conforto per essermi speso – mi disse – fino all’ultimo per la sopravvivenza del Tribunale di Rossano.

Per quel che mi e ci riguarda restiamo impegnati e stiamo lavorando per ottenere il decreto correttivo a quella scelta scellerata e subita da tutti noi, da tutto il territorio e dalla Calabria, rammentando che il Presidente del Consiglio si chiama LETTA e che il raggiungimento di questo obiettivo richiede non soltanto l’attenzione, fra gli altri, anche del Ministro ALFANO e l’unità territoriale ma anche e soprattutto unità politica tra tutte le forze che sostengono l’attuale governo di larghe intese, a cominciare dal PD. Lo vuole capire CAPUTO che è, questa, la questione e la sfida e non ancora le questioni interne al centro destra? - (Fonte: MONTESANTO SAS Comunicazione & Lobbying).

Stampa Email