Cosi come preannunciato la Filctem CGIL unitamente alla sua rappresentanza RSU ha tenuto sui tre compartimenti regionali di Sorical le assemblee con tutti i lavoratori. L’intento era raccogliere le istanze dei lavoratori, i soggetti cui la Filctem Cgil guarda con interesse e con l’apprensione legata alla particolare fase che vive questa Sorical, questa Politica, questa Regione.

Avevamo ragione di pensare che era il momento opportuno per incontrare i lavoratori, perché il quadro che ci restituiscono questi incontri, è di un grande allarme rispetto all’immobilismo che si è determinato paradossalmente con l’approvazione della legge sul SII, che invece doveva essere il momento del rilancio di Tutto il comparto, verso l’obiettivo del Ciclo Integrato dell’Acqua.
La colpevole intenzione di Sorical e della Regione Calabria di sottrarsi dal confronto sul futuro di TUTTO il sistema – il traguardo dell’AIC, CHI sarà il Soggetto Gestore, cosa faranno gli attuali lavoratori - quelli DIRETTI e quelli delle IMPRESE TERZE – la depurazione ed i Municipi ora impegnati, la stabilizzazione delle maestranze impegnate: tutti temi richiamati dai lavoratori di Sorical, che non intravvedono con certezza il LORO futuro dentro il futuro dell’Acqua Calabrese.
Ma se non verrà affrontato il nodo della SORICAL ancora in mano a Commissari Liquidatori che dopo la presentazione del Piano di Rientro, non dovrebbero più essere seduti là, è molto difficile immaginare un percorso in cui si esce dalla storia ventennale di questo settore, lasciato alla mercé dei passanti, che sia la Politica o che sia un Imprenditore Privato distratto.
I lavoratori chiedono che venga superata la stagione dell’occupazione della politica in Sorical, perché si è smarrita la Meritocrazia ed il senso dell’Impresa, e chiedono che l’Imprenditore Privato che non è più interessato al mestiere lasci il posto a chi ha volontà di dirigere questo Ciclo Idrico con una Gestione Industriale che restituisca dignità a questa Azienda, a questi Lavoratori Diretti e dell’Indotto. E che restituisca realmente il valore del bene primario ai Cittadini che pur pagando profumatamente l’Acqua ne vivono quotidianamente l’espropriazione, per giochi di potere che rendono indegna la vivibilità in questa martoriata Calabria.
Questo chiedono i Lavoratori e con essi tutta la Filctem e la CGIL. Chiediamo a tutti gli Uomini e a tutte le Organizzazioni di buona volontà di avere un sussulto di orgoglio e partecipare ad un rinnovato spirito rivendicativo verso le Istituzioni ed in difesa dei Diritti di Cittadinanza.

Catanzaro, 11 aprile 2018
FILCTEM CGIL CALABRIA / RSU FILCTEM CGIL 

 


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