Quando la polvere si posa, quando tutto smette di tremare, quando la consapevolezza si avvicenda allo sconforto, quando si vive un evento politico come quello che ha scosso il PD nell’ambito delle ultime elezioni nazionali, evento che ha la valenza di un vero e proprio terremoto, fermarsi un attimo per riacquistare la lucidità del proprio dire e una visione chiara di ciò che è stato, è necessario, quasi come se ci fosse il bisogno di fare un bel respiro prima di tuffarsi di nuovo nel reale. 

Proprio dal reale bisogna ripartire, da un’analisi del percorso fatto fin ora, degli errori compiuti, ma anche dei successi ottenuti. Una sconfitta elettorale non è un’automatica condanna nei confronti del cammino fino ad oggi intrapreso, soprattutto quando il voto esprime un disagio sociale diffuso, a cui forse il Partito Democratico in Calabria non è stato in grado di offrire soluzioni assolute, ma della cui origine certamente non è responsabile. Tra le ragioni di questa sconfitta, che ha portato ad ottenere come risultato per i candidati calabresi in quota PD, nei collegi uninominali, uno sconfortante 14,32%, c’è sicuramente un fortissimo e diffuso scollamento con il territorio, o forse un’incapacità di coltivare la consapevolezza dell’azione del nostro fare tra coloro che prima di essere elettori, sono i nostri concittadini. Su questo, qualsiasi sia il livello di rappresentanza politica di cui siamo stati investiti, ognuno di noi dovrebbe riflettere. Mi permetto di fare questa considerazione anche alla luce dei risultati che le urne hanno consegnato nel piccolo comune di San Lorenzo Bellizzi, nel quale ho l’onore di ricoprire il ruolo di segretario cittadino della sezione del Partito Democratico: in totale controtendenza con i risultati nazionali, lo spoglio dei voti ha sancito una percentuale superiore al 50% a favore del PD. Un caso unico, probabilmente, a livello nazionale. San Lorenzo Bellizzi è un piccolo comune, ma ciò non deve far pensare che il risultato sia meno importante, perché in un una piccola comunità la percezione dei problemi è amplificata al massimo, e a pagare l’insoddisfazione diffusa che permea la società italiana in questo momento sono sempre coloro che si rapportano in maniera diretta con i cittadini. Per questo, fieri, nel nostro piccolo, del risultato conseguito, non posso che ringraziare il Sindaco, Antonio Cersosimo, per il lavoro svolto, per il confronto quotidiano con la nostra gente, per aver dato sempre un valore importante alla propria tessera del Partito Democratico, per non aver mai rinnegato l’azione del nostro partito, pur magari, nella ambito del confronto che è proprio di un partito che è democratico di nome e di fatto, non avendola sempre condivisa al 100%. Allo stesso modo è doveroso ringraziare il segretario dei GD di San Lorenzo Bellizzi, Francesco Rago e tutti coloro che hanno dato il proprio contributo. Il nostro 50% di voti dati al Partito Democratico è frutto di un impegno intenso, costante e continuo, che alla fine ci ha premiato. Ora, per tutti noi appartenenti al Partito Democratico, è tempo di tornare a lavorare, per il bene della nostra comunità, nel ruolo che queste votazioni hanno determinato per i nostri candidati, ai quale va il mio augurio di buon lavoro, in particolare all'On. Enza Bruno Bossio, che sicuramente continuerà a portare avanti le sue battaglie con l’entusiasta caparbietà che la caratterizza. Ovviamente, qualcosa è cambiato e qualcosa deve ancora cambiare, al fine di riuscire a riconquistare a livello regionale e nazionale, la fiducia della maggioranza degli elettori che oggi pare essere venuta meno.
Ancora una volta, come circolo, forti dei nostri piccoli, grandi, risultati, mettiamo la nostra esperienza a disposizione del Partito di cui riteniamo di essere, al pari di ogni iscritto, parte fondamentale, e che si ispira ai principi in cui noi crediamo e che sosteniamo, anche nella sconfitta. D’altronde è nella sconfitta che si impara a vincere.

Nicoletta Pittelli
Segretario del Circolo del Partito Democratico di
San Lorenzo Bellizzi. 

 


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