La Maggioranza vuole parlare con il Prefetto e chiede la registrazione dei Consigli comunali 
CROSIA – Siamo sempre più sconcertati dalle ricostruzioni inventate e date in pasto alla stampa da parte di una Minoranza consiliare capace solo di seminare odio e discredito delle Istituzioni attraverso accuse false, strumentali e infamanti. I fatti sono che i consiglieri Seminario, Urso, Tavernise e Filippelli stanno cercando con ogni mezzo di ostacolare lo svolgimento dell’attività amministrativa.

 E proprio per denunciare questo atteggiamento golpista dell’opposizione e ripristinare una volta per tutte la verità, questa volta chiederemo noi di essere ricevuti dal Prefetto Tomao. È quanto precisano i consiglieri comunali di Evoluzione, gruppo di Maggioranza in seno all’Assise civica di Crosia, all’indomani dell’ennesima, infondata, personale, faziosa e fantasiosa ricostruzione dei fatti a seguito dell’audizione in Prefettura da parte dei gruppi di Minoranza. Da quando gli esponenti di minoranza, Seminario e Urso del PD e Tavernise del M5S, hanno stretto un patto politico-elettorale, al quale ha aderito anche l’ex consigliere di maggioranza Filippelli, assistiamo ormai a cadenza quotidiana ad uno spettacolo disgustoso e oltraggioso delle istituzioni. Le regole valgono per tutti, anche per gli “intoccabili” consiglieri di minoranza che invece credono di poter imporre il loro modello di comportamento offensivo dell’intera comunità. Ecco perché, prima di ogni altra azione, a tutela dell’onorabilità del Consiglio, dell’Esecutivo e della verità dei fatti, chiediamo che a partire già dal prossimo Consesso civico le sedute vengano riprese e poi pubblicate sul portale istituzionale e sui canali social del Comune di Crosia. Così che tutti possano rendersi conto dello spettacolo indecoroso, degno più di un Circo dei gorilla che della massima sede istituzionale civica, nel quale puntualmente si esibiscono i quattro consiglieri. Nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale – rammentano da Evoluzione - l’atteggiamento dei consiglieri Seminario, Urso, Tavernise e Filippelli ha toccato ancora una volta il fondo, violando ogni norma di civile convivenza e di rispetto delle istituzioni. In barba al Regolamento e allo Statuto comunale, la Minoranza ha dichiarato prima l’abbandono dell’aula, per poi rimanere tra il pubblico ad inveire contro il Sindaco, il Segretario comunale e la Maggioranza, tentando di impedire il regolare svolgimento dell’Assemblea. Che tra l’altro prevedeva l’approvazione di tre importanti provvedimenti in scadenza di cui uno per lo sgravio fiscale in favore dei cittadini. Il Sindaco, davanti a questo ennesimo teatrino, avrebbe avuto due possibilità: o far calare le liane nel Palateatro oppure – come invece ha fatto – applicare il Regolamento. Dopo i numerosi inviti a ritornare a prendere posto nell’emiciclo, dovendo registrare l’ostinatezza dei Consiglieri Seminario e Urso a proseguire la loro protesta in-civile, il Primo cittadino è stato costretto a chiedere l’intervento della Polizia municipale che ha invitato i due consiglieri - intenti a fare a gara a chi urlava e inveiva di più - a non ostacolare i lavori e ad accomodarsi fuori dalla sede del Consiglio. Un atteggiamento irresponsabile, oltre che illegale, quello della Minoranza, che spiegheremo e relazioneremo al Prefetto. Così come spiegheremo allo stesso modo, la marea di missive inutili e ridicole che vengono prodotte e inviate ogni giorno all’Ente, con il solo ed unico obiettivo di rallentare le attività degli uffici. Lo spettacolo indecoroso e privo di proposta al quale, purtroppo, ci hanno abituati i consiglieri di Opposizione non è altro che il rigurgito di quella politica che per anni ha dominato sulla nostra comunità e di cui i cittadini di Mirto Crosia hanno deciso di liberarsi, affidandoci nel 2014 la guida della Città. Il loro modello è il fallimento del modo di fare opposizione politica. Anche l'opinione pubblica se n’è resa conto. Dove sono le proposte della minoranza? Non c’è un solo atto che porta la loro firma per chiedere provvedimenti nell’interesse della comunità. Solo odio, veleno e rivendicazioni a tutela dei loro meschini interessi politici. Non hanno contribuito a nulla, nonostante in questi anni siano stati varati provvedimenti eccezionali e storici per la vita di Mirto Crosia. Hanno solo urlato e detto castronerie ingrovigliandosi nelle loro stesse bugie, e come i primati hanno solo saputo battere pugni sui tavoli e proferire parole di odio e offensive nei confronti della Maggioranza consiliare e dell’intera comunità. Questi sono i fatti. E dei fatti, con carte alla mano, ognuno risponderà, per le proprie responsabilità di fronte agli organi preposti, ma soprattutto di fronte alla cittadinanza e, per chi ce l’ha, alla propria coscienza. 
 

 


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