Nel corso di un incontro-dibattito svoltosi venerdì 9 febbraio presso il Centro Polivalente di via XXV aprile, “Potere al Popolo” ha fatto il punto sulle problematiche che stanno più a cuore al neo-costituito partito, (ambiente, sanità, lavoro, lotta alla corruzione e sovranità popolare nelle scelte che contano) ed ha presentato i propri candidati in vista delle Politiche del 4 marzo.

 Due, in particolare, i “focus” su cui si è incentrata la discussione: il problema delle “trivelle” tornato tristemente alla ribalta dopo la bocciatura, da parte del Tar del Lazio, del “ricorso” presentato da molti Comuni e dalle Regioni interessate nei confronti delle concessioni rilasciate dal Governo per la ricerca di idrocarburi nel “mare nostrum” ed il tracciato del 3° Megalotto della S.S. 106 che, se attuato secondo la progettazione esecutiva approvata dall’Anas, secondo “Potere al Popolo” finirà per devastare il fragile territorio dell’Alto Jonio e compromettere qualsiasi forma di sviluppo eco-sostenibile. Al dibattito, coordinato dal prof. Franco Mangone, oltre al prof. Alessandro Gaudio, portavoce ufficiale di Raspa, la federazione delle associazioni per l’autotutela, che ha approfondito l’inquietante tema delle trivellazioni nel mare Jonio, hanno dato vita tre dei candidati di “Potere al Popolo” scelti dalle assemblee popolari del partito per rappresentare il territorio alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica. Si tratta di Peppino Delia di Trebisacce, attivista di Raspa e con una laurea in Semiologia dello Spettacolo, candidato alla Camera dei Deputati e inoltre Pina Sangineto, anche lei di Trebisacce, laureata in Lettere Classiche, candidata al Senato e Antonella Spadafora, originaria di Calopezzati, professionista nel ramo assicurativo, anche lei candidata al Senato. «Si tratta – come è stato ribadito - di candidati, tutti scelti in libere assemblee dal basso, dunque senza veti e imposizioni da parte di ras locali e notabili di partito (cosa nel nostro Paese più unica che rara) che hanno orgogliosamente rivendicato la loro provenienza dal “Parlamento della strada”, dalle proteste e dalle lotte quotidiane che sono cuore e anima di una vera attività politica e che si candidano a ribaltare la situazione attuale, ormai compromessa sotto l’aspetto politico e morale, interpretando le esigenze reali della gente e difendendo il futuro delle nuove generazione».

Pino La Rocca

 


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