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Morano: stabilizzazione ex Lsu/Lpu, De Bartolo interviene nella vertenza dei precari

«Si avvii un percorso chiaro e definitivo»
«La stabilizzazione definitiva dei precari (ex Lsu/Lpu) in servizio negli enti locali non può prescindere da una concertazione serrata e leale tra tutti i soggetti interessati e/o direttamente coinvolti». Così il sindaco di Morano, Nicolò De Bartolo, 

sull’annosa vicenda che riguarda quattromilacinquecento lavoratori calabresi il cui processo di contrattualizzazione, dopo oltre venticinque anni di promesse disattese, ha avuto inizio a dicembre 2014.

«Per quanto di nostra competenza, nonostante le perplessità circa talune questioni cruciali e i tanti limiti e contraddizioni della Legge Madia – ha dichiarato il primo cittadino moranese - abbiamo immediatamente attivato, secondo le indicazioni diffuse dalla Regione attraverso la prima circolare operativa e le successive integrazioni, le procedure tecniche finalizzate alla proroga dei contratti per i cinque dipendenti in carico al Comune di Morano, ai quali sono affidate mansioni analoghe a quelle svolte dai loro colleghi di ruolo. Tuttavia riteniamo indispensabile che sin d’ora le istituzioni sovracomunali avviino un percorso serio, chiaro e realmente attuabile, che non scarichi eccessivi oneri sui sindaci e, soprattutto, coinvolga l’intera platea. In questo senso – osserva De Bartolo - guardiamo con molta attenzione alla possibilità di eventuali fuoriuscite volontarie per gli ultrasessantenni mediante incentivi al pensionamento o alla mobilità volontaria territoriale, che consenta, quest’ultima, di stabilizzare i lavoratori anche in quegli enti che dispongano di posizioni vacanti in organico o in società pubbliche facenti capo alla Regione, qualora ciò non sia realizzabile nei comuni presso cui attualmente operano. Gli ex Lsu/Lpu costituiscono una risorsa fondamentale; la loro professionalità, acquisita in decenni di efficace collaborazione, in alcuni casi è addirittura divenuta decisiva per continuare a garantire servizi ai contribuenti. Il nostro impegno per addivenire alla stabilizzazione definitiva è massimo. Nella speranza, però, che la Regione e lo Stato facciano la loro parte, per esempio storicizzando i fondi e concedendo le necessarie deroghe per l’assunzione, così da non lasciare soli i sindaci, costretti a centellinare sempre più le poche economie disponibili».

 

 

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