Il 16 novembre la FLC CGIL Calabria manifesterà, insieme alla CGIL Calabria e alla UIL Calabria, per un cambiamento radicale delle condizioni in cui, oramai da anni, versa la regione nella quale abbiamo deciso di vivere e dalla quale mai vorremmo che i nostri figli partissero in cerca di un’occupazione ed un futuro migliore e senza prospettive di ritorno nella propria terra. 

Riteniamo che non sia più rinviabile un richiamo forte e collettivo rivolto a tutti i calabresi, ai quali si sta privando tutto, anche l’amore per la propria terra.
Anni di politiche fallimentari, clientelari ed opportunistiche non hanno fatto altro che far sprofondare la nostra regione agli ultimi posti in tutti gli indicatori socio-economici.
L’assenza di un welfare sostenibile sta incidendo profondamente sulla qualità della vita dei cittadini calabresi provocando una disgregazione sociale i cui effetti sono inversamente proporzionali alle sfide dettate dalla comunità europea.
La riduzione delle disuguaglianze fra le persone può avvenire soltanto attraverso un riposizionamento e un rilancio di politiche regionali integrate che vedano coinvolti tutti gli attori presenti sul territorio.
Quello che di più manca è una visione moderna di coesione sociale. Non si spiega altrimenti perché, pure in presenza di mezzi e strumenti utili per il raggiungimento di obiettivi tesi a ridurre le differenze e le disuguaglianze sociali, assistiamo, al contrario, ad un crescente divario tra nord e sud.
Il ruolo dei servizi pubblici rappresenta la sfida maggiore per la lotta alle disuguaglianze sociali e in questo modello l’istruzione e la sanità sono gli elementi chiave da cui può e deve ripartire la crescita e lo sviluppo della Calabria. L’assenza di una legge regionale sul diritto allo studio aggiornata alle nuove e reali esigenze degli studenti, così come l’assenza di una legge regionale sul sistema universitario calabrese che tenga anche conto delle sinergie necessarie da attivare con gli istituti di ricerca presenti sul territorio calabrese al fine di attivare un concreto progetto di sviluppo, sono, questi, segnali evidenti di arretramento rispetto alla necessità di promuovere politiche legate ad una società basata sull’ economia della conoscenza. L’istruzione calabrese appare disconnessa dal contesto economico sociale nel quale opera. È necessario, invece, investire di più e meglio, attraverso l’utilizzo di risorse umane ed economiche aggiuntive, nell’innalzamento dei livelli di istruzione e formazione; il rafforzamento del tempo scuola è l’elemento cardine in contrasto all’abbandono degli studi, alla dispersione scolastica e allo spopolamento delle aree interne. Occorrono segnali seri di cambiamento che contribuiscano a fornire all’istruzione calabrese una personalità che oggi non ha.
Guardare al futuro attraverso l’istruzione e la ricerca rappresentano per noi le priorità assolute.
Un progetto di scuola che avvii una nuova stagione di confronto e coinvolgimento di tutta la società all’interno di un piano straordinario per il lavoro mirato ad investire e salvaguardare, soprattutto il pubblico, e che consenta ai nostri giovani di rimanere in Calabria. Sono oltre 4 mila, infatti, i giovani laureati che ogni anno lasciano la Calabria. Un vero e continuo esodo che non si riesce a fermare. Vorremmo che si partisse da questo: dall’inversione di tendenza rispetto a chi è costretto ad emigrare dopo anni di studio e sacrifici. Per queste ragioni, il 16 novembre manifesteremo presso la Cittadella Regionale.
FLC CGIL CALABRIA
LA SEGRETERIA REGIONALE
 

 


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