Nessuna rottura unilaterale sulla questione della gestione della piscina comunale: il divorzio tra l’amministrazione comunale e la Cogeis srl di Cosenza che ha gestito la piscina comunale fin dalla sua apertura è stato preceduto da una lunga e complessa transazione ma è avvenuto in modo consensuale e senza alcuno strascico. E’ quanto ha tenuto a precisare il sindaco Roberto Rizzuto in risposta a qualche articolo di stampa che aveva adombrato l’ipotesi di un abbandono unilaterale dal parte della Cogeis. «Per quel che ci riguarda – ha dichiarato testualmente il primo cittadino di Villapiana – esprimo al management della Cogeis che ha gestito la struttura fino ad oggi la gratitudine dell’amministrazione e della città. Ritorno a ringraziare, in particolare, - ha aggiunto Rizzuto - il legale della società, avvocato Marco Facciolla, per la professionalità e la correttezza con le quali ha curato gli interessi di parte nella transazione con il nostro comune. Allo stesso tempo – precisa e conclude Roberto Rizzuto – ritengo utile sottolineare che ogni intervento, anche recente, eseguito nella struttura da parte della Cogeis, è stato oggetto della transazione e resta parte integrante della complessiva e reciproca valutazione economica, sulla base della quale le parti, società e comune, hanno trovato e concluso un ampio accordo». Come è noto, a seguito del suddetto divorzio, la gestione della piscina è stata affidata alla municipalizzata BSV, la qual cosa, secondo quanto hanno dichiarato gli amministratori, dovrebbe portare alla imminente riapertura di un servizio ritenuto essenziale per Villapiana e per i paesi vicini da cui proviene gran parte dell’utenza.
     Pino La Rocca

Continua in paese la penuria di acqua potabile al punto che ogni giorno in alcuni quartieri della Marina il flusso del prezioso liquido viene sospeso, con gli immancabili disagi e le conseguenti proteste da parte di tanti cittadini, soprattutto perché, nonostante gli interrogativi e gli appelli lanciati soprattutto attraverso il web, da parte degli amministratori tardano ad arrivare le necessarie risposte. Prolungata siccità, guasti e/o rotture sulla rete, difetti di distribuzione? Forse di tutto un pò, ma basterebbe fornire alle famiglie l’informativa necessaria a giustificarne le cause. Delle lamentele si è fatto portavoce il consigliere di Minoranza Davide Cavallo il quale, appellandosi all’ex articolo a14 dello Statuto comunale ha scritto: «-Stante il verificarsi della sospensione del servizio idrico in diversi quartieri del comune di Trebisacce, in particolar modo nella zona cosiddetta di “Sant’Antonio”; -visti gli artt. 43, comma 3, del D.Lgs. 267/2000 e 14 dello Statuto Comunale; -avendo ricevuto sollecitazione da molti cittadini che hanno denunciato il grave disagio che si vedono costretti ad affrontare, ignari della cause per cui si verifica il disservizio, -chiede di conoscere le ragioni e/o cause che determinano la sospensione del servizio idrico e comunque la mancanza di fornitura idrica nelle abitazioni dei cittadini di Trebisacce». Si tratta di un argomento di cui sicuramente si ragionerà nel corso del prossimo consiglio comunale che dovrà essere convocato, ope legis, entro il 30 novembre per l’approvazione del Bilancio di previsione 2014 quando siamo già prossimi alla fine dell’anno. Anche per questo, ma anche per poter conoscere più da vicino le problematiche correnti, i tre consiglieri di Minoranza Sposato, Cavallo e Corvino, attraverso una nota congiunta, hanno chiesto la convocazione del civico consesso con all’ordine del giorno la formazione delle Commissioni consiliari permanenti “Bilancio e programmazione” e “Ambiente e Territorio”, previste all’art. 11 dello Statuto comunale e disciplinate dall’art. 7 del regolamento dello stesso consiglio comunale. «Ritenuto – scrivono i tre dell’Opposizione - che la mancata costituzione delle Commissioni lede il principio di partecipazione e controllo da parte della Minoranza rispetto all’operato dell’amministrazione comunale in quanto organismi la cui presenza garantisce ai consiglieri di Minoranza di conoscere le questioni più importanti, di dare il proprio apporto alla valutazione delle stesse e di partecipare alla loro definizione…, chiedono al presidente del consiglio comunale Giampiero Regino di voler convocare, entro il termine di cui all’art. 39 del T.U.E.L., un consiglio comunale con all’o.d.g. la costituzione delle Commissioni consiliari permanenti».

     Pino La Rocca

Aiutare i giovani a crearsi un posto di lavoro in agricoltura, ritornando alla più antica e nobile delle attività umane. È questo il tentativo messo in atto ad Altomonte , dove un gruppo di giovani laureati e diplomati, agronomi e biologi, coltivatori diretti e braccianti agricoli, operai agricoli e specializzati, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e l’intera collettività, hanno fatto nascere la Cooperativa AGRES (AgroEnergia del Sole Altomonte). La Cooperativa si pone tre scopi fondamentali: avviare un’attività che tende a rimettere in produzione i tanti terreni coltivati ad uliveto presenti sul vasto territorio rurale di Altomonte, e che oggi versano spesso in abbandono perché i costi di coltivazione e di raccolta sono troppo elevati per i proprietari (persone anziane, emigrati, proprietari di piccoli appezzamenti, ecc.); recuperare dalla coltivazione e dalla lavorazione degli uliveti e delle olive tutti i cascami vegetali e biologici possibili, valorizzandoli ai fini della produzione di biogas per energie rinnovabili; valorizzare l’olio e gli altri prodotti agroalimentari del territorio tramite la nascita di una piattaforma logistica e commerciale da ubicare nell’area industriale di Serragiumenta, a ridosso del costituendo parco logistico, finanziato dalla Regione Calabria nell’ambito del PISL Attività Produttive del Pollino e dell’Esaro. In questa sua attività, la cooperativa sarà pienamente sostenuta dall’Amministrazione Comunale di Altomonte, che ne condivide l’idea progettuale e gli scopi finali, contribuendo a porre in essere tutti i percorsi possibili per arrivare alla realizzazione concreta delle attività. Tutto ciò si farà coinvolgendo anche i territori e i giovani delle comunità limitrofe di Lungro, Firmo, Acquaformosa, San Donato Ninea, Mottafollone, San Sosti e Roggiano Gravina. Nell’incontro sul tema “L’olivicoltura in Terreno collinare”, che si svolgerà sabato 16 novembre 2013 alle ore 17, presso il Palazzo Comunale di Altomonte, sarà presentato quanto vorranno realizzare i ragazzi e le ragazze della Cooperativa, già a partire dalla stagione olearia in corso. All’incontro, per il quale è stato richiesto il patrocinio dell’Assessorato Regionale all’Agricoltura, parteciperanno agronomi ed esperti del settore, associazioni di categoria, politici ed amministratori locali. “Ancora una volta Altomonte si propone come laboratorio di esperienze positive e di buone pratiche – dice il Sindaco Gianpietro Coppola – proponendo un progetto che cerca di recuperare la coltivazione dell’ulivo, una delle vocazioni tradizionali dei nostri territori, e più in generale l’attività agricola. Un settore che sente fortemente la concorrenza della globalizzazione ma che, grazie al ricorso alla cooperazione e alle esperienze di coesione socio-economiche, alle straordinarie caratteristiche delle varie coltivazioni del comprensorio e sfruttando anche il trend in crescita dell’agroalimentare (uno dei pochi settori con dati economici positivi ed in espansione nell’economia italiana nel 2012/2013), può ancora creare occupazione, lavoro e sviluppo di cui la terra calabra ha drammaticamente bisogno”.

Secondo quanto aveva anticipato nelle settimane scorse il direttore generale dell’Asp Gianfranco Scarpelli, è stata fissata per sabato 23 novembre la Conferenza dei 22 sindaci del nuovo Distretto Sanitario denominato Jonio-Nord che va da Rocca Imperiale fino a Rossano. La direzione del nuovo mega-Distretto, come è noto, è stata affidata al dottor Nicola Tridico di Rossano che, dopo aver accumulato una notevole esperienza da dirigente anche fuori regione, ha retto negli ultimi anni il Distretto Sanitario di Corigliano. La seconda Conferenza dei sindaci, secondo quanto hanno previsto i vertici dell’azienda sanitaria, è stata promossa per ragionare sulla pianificazione della Medicina Territoriale e anche per l’indicazione ufficiale della sede legale del nuovo Distretto, fermo restando, come hanno tenuto a precisare sia il Diggì Scarpelli che il direttore Tridico, che l’ubicazione della sede legale non comporterà alcun disagio agli utenti che continueranno a trovare le stesse risposte sanitarie a prescindere da tutto. Del resto il nuovo Direttore ha già stilato il proprio programma di viaggio che lo vedrà presente alternativamente un giorno a Corigliano e un giorno a Trebisacce. Alla fin fine anche l’accorpamento dei Distretti, come era già avvenuto a suo tempo per quello delle Asl, è stato già metabolizzato dall’utenza. Non altrettanto si può dire della chiusura dell’Ospedale che rimane tuttora una ferita aperta e sanguinante. Ha già preso quindi forma, a distanza di qualche mese dalla sua istituzione, il mega-Distretto Sanitario Jonio-Nord che nasce, come si sa, dall’accorpamento dei due ex Distretti di Trebisacce e di Corigliano e comprende tutto l’Alto Jonio a partire da Rocca Imperiale e, oltre a Cassano Jonio, tutta la parte della Sibaritide che arriva fino a Rossano, con una popolazione complessiva di ben 103.302 abitanti (circa 56mila dell’ex Distretto di Trebisacce e 47mila dell’ex Distretto di Corigliano) distribuiti in 22 comuni grandi e piccoli, di cui 17 facevano parte del Distretto di Trebisacce e 5 di quello di Corigliano. Si tratta, come si evince dai numeri ma soprattutto dall’estensione territoriale, di uno dei Distretti Sanitari più grandi d’Italia con una serie di problematiche abbastanza complesse e impegnative su cui dovrà investire tutto il proprio “mestiere” il dottor Nicola Tridico nelle vesti di Direttore. Alle competenze del Distretto afferisce infatti tutta la Medicina Territoriale che si realizza fuori dagli ospedali e attraverso una serie di Ambulatori Medici distribuiti su tutto il territorio ed in particolare nei Poliambulatori di Rocca Imperiale, Trebisacce, Cassano Jonio, San Demetrio Corone e Corigliano. Un settore, quello della Medicina Territoriale, che ha un ruolo essenziale nel Sistema Sanitario Nazionale e che, se ben gestito, funge da filtro assistenziale nei confronti dei presidi sanitari e può anche per ridurre una massiccia ospedalizzazione dell’utenza.
     Pino La Rocca

Il consigliere delegato Di Marco:  impegno a tutto campo in favore dei soggetti svantaggiati.
Continua l’impegno dell’amministrazione comunale in favore dei soggetti disabili in età lavorativa. In esecuzione di specifica progettazione predisposta dal Consorzio Servizi Sociali del Pollino, l’esecutivo Di Leone ha infatti pubblicato un bando per la selezione di diciassette unità da destinare all’espletamento di attività protetta presso l’Ente o in un contesto di pertinenza. L’accesso è consentito a persone che abbiano un’età compresa tra 17 e 57 anni, una invalidità superiore al 50% e che non presentino deficit mentali gravi. Condizione indispensabile un reddito ai fini ISEE non superiore a 5.000 Euro.
Alle domande pervenute sarà assegnato un punteggio diverso secondo i requisiti d’accesso. L’incarico verrà pertanto conferito all’aspirante che dall’esame dell’istanza avrà ottenuto la miglior valutazione. In caso di parità sarà preferito il candidato più giovane.
«Proseguiamo – afferma il consigliere delegato alle Politiche sociali Maria Teresa Di Marco - con entusiasmo e dedizione il nostro lavoro a fianco della collettività e in particolare, come in questo caso, a sostegno delle persone disabili. Per quanto ci riguarda riteniamo che l’aiuto ai soggetti che vivono situazioni di disagio fisico, sia doveroso da parte di un’amministrazione pubblica  che voglia essere attenta ai bisogni dei cittadini. Nell’ambito delle diverse iniziative avviate e portate a compimento in collaborazione con il CoSSPo, quest’ultima si pone quale elemento qualificante del nostro percorso politico. E mostra come anche in settori delicati si possa e si debba intervenire concretamente, ben coniugando la dimensione occupazionale e quella sociale. Nella speranza di portare almeno un po’ di sollievo a chi in un momento di grave crisi economica come quello attuale si misura con le preoccupazioni di una quotidianità assai complessa ed escludente».

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