Nesci (M5s), mettere in sicurezza cogeneratore Longobucco

''Delle due l'una, o il progetto del cogeneratore a Longobucco e' sicuro oppure non lo è''. Lo dice la deputata M5S Dalila Nesci, che sull'opera in costruzione ha presentato oggi un'interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio e ai ministri dell'Ambiente e della Ricerca. Nell'atto, la parlamentare ha chiesto garanzie che non vi siano pericoli per gli abitanti, in considerazione del fatto che il primo appaltatore rinuncio' ai lavori - scrisse in una nota - per ''carenze progettuali tali da compromettere la validita' dell'intero progetto''. La deputata rileva che il sindaco di Longobucco preciso' ufficialmente, invece, che si trattava di refusi progettuali ''ininfluenti ai fini della realizzazione del progetto''. ''L'esperienza di L'Aquila - dice Nesci - deve spingerci a non sottovalutare mai nulla. La Calabria ha un territorio molto a rischio, per cui e' fondamentale sapere se il cogeneratore a biomasse sorgera' in una zona sicura o meno e se il progetto garantisce la popolazione. Ove ci fossero incertezze, dubbi e possibili rischi, occorrerebbe fermare l'iter amministrativo e approfondire le cose''. ''Sono del parere, poi, che debba essere la popolazione - conclude Nesci - a scegliere se il cogeneratore, che non e' a impatto zero, debba essere costruito o meno a Longobucco. Questo caso conferma la necessita' di ascoltare gli abitanti del territorio, che sono i diretti interessati. Specie in Calabria, avremo una democrazia quando sapremo partire dai bisogni veri dei cittadini, che devono essere sempre coinvolti nelle decisioni che toccano la loro vita quotidiana''. (ASCA)

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RDT: Pugliano rappresenta la peggiore immagine della Calabria nel mondo

È incapace e non sa neanche di cosa parla.
Dobbiamo ammetterlo: ormai i copioni delle recite di Franco Pugliano potremmo benissimo scriverli noi per quanto sono scontati. Era chiaro fin dal primo momento che l'Assessore Regionale avesse convocato una conferenza stampa per ripetere le stesse identiche cose di qualche settimana fa, con il ricatto dell'emergenza che il suo assessorato ha causato e non ha risolto, non è ben chiaro se per incapacità o per volontà.
Infatti, guarda caso, a differenza di quanto va dicendo in giro, l'unica soluzione possibile per Pugliano sono altre discariche, ovviamente private ed ovviamente in deroga alle normative di tutela sanitaria ed ambientale.

Su Scala Coeli l'Assessore dimostra di non conoscere assolutamente la vicenda fino al punto di ignorare persino i documenti prodotti dal suo autorevolissimo dipartimento, attualmente il vero “porto delle nebbie” dei rifiuti calabresi, i quali a più riprese hanno fatto un passo avanti e due indietro su questo eco-mostro, con sanatorie vergognose e ripensamenti probabilmente indotti dalle decine di segnalazioni alle Procure della Repubblica prodotte dai comitati. Una vicenda che rispecchia, guarda caso, altre discariche in Calabria sempre private, che sono state autorizzate con le varie emergenze e che poi sono sistematicamente crollate o franate riversando quintali di percolato nei fiumi e nei mari in cui i calabresi fanno il bagno: caro Pugliano, i comitati e le comunità della Calabria non si fanno fregare più.

Il caso Celico è poi emblematico: un sito destinato a ricevere e trattare la raccolta differenziata che diventa sito di smaltimento di rifiuti tal quale, ovviamente con la disponibilità ben pagata dei gestori privati. Un monumento all'imbecillità ed all'arretratezza della gestione rifiuti regionale, un passo del gambero catastrofico che continua a salvaguardare, caso strano, il torbido sistema di potere che si cela dietro la gestione dello smaltimento di rifiuti indifferenziati in Calabria, un sistema di potere ormai noto in tutto il mondo che i comitati territoriali combattono alla luce del sole.

L'assessore Franco Pugliano ed il Dipartimento Politiche per l'Ambiente sono, in toto, i responsabili di questa ennesima catastrofe regionale, sia in termini sanitari che in termini di immagine del nostro territorio, ed anche a seguito del goffo tentativo di scaricare le proprie responsabilità su liberi cittadini che difendono la salute e l'economia delle comunità, rappresentano la peggiore immagine possibile della Calabria del mondo.


Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò”

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Tumori, sbloccare liste attesa in casi sospetti

Uva: sta funzionando il registro tumori? Appello alla prevenzione.
ROSSANO – Piena efficacia ed utilità scientifica e sociale del registro tumori; promozione della prevenzione soprattutto in zone che presenterebbero più elevate incidenze rispetto ad altri (ed alcune aree di Rossano parrebbero, purtroppo, essere tra queste); sblocco da parte dell’Asp delle interminabili liste d’attesa, almeno nei casi di pazienti con fondati sospetti di patologie tumorali. 
È quanto si auspica e sollecita, rivolgendosi a tutte le istituzioni competenti, la Capogruppo del Gruppo Misto in Consiglio Comunale Patrizia UVA, da una parte interrogandosi pubblicamente sull’effettivo funzionamento del registro e sullo stato dell’arte dei dati raccolti territorio per territorio; dall’altra, esprimendo soddisfazione per l’impegno dimostrato dall’On. Salvatore PACENZA, presidente della terza commissione consiliare sanità a Palazzo Campanella.

Per la prima volta in Calabria, infatti, nei giorni scorsi sono stati auditi in sede di commissione gran parte dei rappresentanti delle associazioni e dei comitati civici che si occupano di tutela della salute e dell’ambiente in regione. Essi – come ha ricordato lo stesso presidente PACENZA – rappresentano un numero significativo attraverso cui raccogliere le istanze e le preoccupazioni vissute oggi dai calabresi rispetto al rilevato inquinamento.

L’obiettivo e l’impegno dai quali nessuna istituzione, a partire dai comuni, deve sentirsi esonerata – aggiunge Patrizia UVA – è quello di riuscire ad intervenire sulle situazioni di più immediata contingenza in Calabria. La Commissione Sanità ha già dedicato due recenti sedute all’istituzione ed al funzionamento del registro regionale dei tumori in Calabria, istituito con delibera di giunta del 2009.

Il Registro Tumori – ricorda la consigliera UVA – è un importante strumento per lo studio e il monitoraggio dell’insorgenza di patologie tumorali. E’ utile alla prevenzione e al controllo di queste malattie sulla popolazione. Serve a comprendere il perché dell’insorgenza di tali fenomeni in una data popolazione e soprattutto perché questi si verifichino con più incidenza su un campione statistico significativo piuttosto che su un altro. Ecco perché ne va sostenuto, sollecitato e monitorato l’effettivo funzionamento. Insieme al comitato cittadino “Porta di Ferro”, già in passato – ricorda – abbiamo avviato importanti iniziative di denuncia e sollecito destinate all’Asp perché venissero seriamente analizzati i dati relativi alle statistiche della mortalità per tumori a Rossano. In seguito alle nostre richieste e pressioni, uno studio venne fatto ma avevamo ed abbiamo motivi fondati per non ritenere approfondita quella verifica. Senza voler alimentare inutili allarmismi – continua la Presidente del Gruppo Misto – resta quanto mai necessario e urgente capire se e come in alcune zone cittadine si registri una maggiore frequenza di decessi per patologie tumorali. Nel ribadire l’appello alla prevenzione – conclude Patrizia UVA – invitiamo l’Asp a prendere in considerazione lo sblocco delle liste d’attesa per quei pazienti che abbiano fatto emergere sospetti gravi di malattie tumorali. In questi casi, come è tristemente noto, il tempo diventa vitale. Senza contare che così facendo si eviterebbe di favorire la già notevole e costosa emigrazione sanitaria.

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Trebisacce: rigettato dal TAR ricorso contro ordinanza di demolizione

«IL TAR della Calabria ha rigettato il Ricorso di una giovane coppia di Trebisacce contro l’Ordinanza di demolizione, disposta dall’Ufficio tecnico comunale, di una recinzione… ricadente su suolo pubblico, sulla centralissima via Rendano…». Ne ha dato notizia, in questi termini, il sindaco Francesco Mundo. «Non solo – scrive il primo cittadino virgolettando la decisione del Tar - la SCIA (la richiesta di permesso di costruire) era priva del necessario titolo di proprietà, ma… l’Ordinanza di demolizione di opere abusive – secondo il Tar - non richiede una specifica valutazione delle ragioni di interesse pubblico alla bse del provevdimento… Tale pronunciamento, - commenta il sindaco Mundo dopo aver ringraziato l’avvocato Pierfrancesco De Marco in qualità di patrocinatore delle ragioni dell’ente – conferma non solo l’infondatezza del Ricorso, ma legittima l’operato dell’amministrazione comunale diretta alla salvaguardia del territorio e della legalità. La stessa Sentenza – conclude il primo cittadino chiamando in causa la Minoranza che avrebbe alimentato la polemica - pone così fine a stucchevoli polemiche, sollevate anche da qualche consigliere comunale di Opposizione che, anziché sostenere l’attività amministrativa diretta al controllo del territorio e all’applicazione della legge, ha rilasciato, come al solito, dichiarazioni estemporanee ed inopportune solo per tutelare giovani amici  e cercare di infangare la correttezza del sindaco e dell’Ufficio Tecnico. Tentativo risultato vano e senza effetti!». E’ difficile immaginare che il pronunciamento del Tar possa porre fine alle polemiche, specie se si considera il tono del commento da parte del primo cittadino.
     Pino La Rocca

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Alto Jonio: si attendevano maggiori investimenti statali per i beni culturali

C’è grande soddisfazione ad Oriolo per il copioso finanziamento ottenuto a favore del castello normanno, ma c’è delusione ad Amendolara che, pur avendo presentato un progetto degno di attenzione, non ha ottenuto neanche un centesimo dei finanziamenti nazionali e regionali erogati a favore dei Beni Culturali.   «Il primo ringraziamento – ha scritto il sindaco di Oriolo Franco Colotta – va al presidente della Giunta regionale Giuseppe Scopelliti e all’assessore regionale ai beni Culturali Mario Caligiuri oltre, naturalmente, ai funzionari del Dipartimento. E’ una notizia – ha aggiunto l’avvocato Colotta che aspettavamo con ansia, che ci infonde fiducia. Si tratta infatti di un segnale forte che arriva in un momento difficile. Cercheremo – ha concluso il primo cittadino di Oriolo – di realizzare al più presto gli interventi previsti al fine di recuperare appieno un bene ambientale di grande valore storico, capace di farci fare un salto di qualità in chiave turistica, ma allo stesso tempo di grande valenza sociale, economica e culturale. Un risultato che arriva dopo anni di lavoro e di impegno da parte di noi amministratori ma anche dei tecnici comunali e dei semplici cittadini che hanno a cuore la crescita civile della nostra comunità». C’è invece delusione, come si diceva, ad Amendolara, rimasta a secco di finanziamenti. Se ne fa portavoce il consigliere provinciale ed ex sindaco Mario Melfi dopo aver appreso dei 135milioni di euro erogati dal ministro Franceschini, di cui circa 27 alla sola Calabria, che vanno ad aggiungersi, secondo Melfi, ai 40milioni di fondi comunitari destinati alla regione Calabria. «Nei 14 interventi predisposti dal MIBAC – scrive Mario Melfi - figurano il Castello di Rocca Imperiale e quello di Oriolo, per i quali naturalmente esprimo soddisfazione, ma allo stesso tempo mi pongo un interrogativo: possibile che per la Chiesa di San Domenico di Amendolara in favore della quale c’era un progetto presentato dalla Sovrintendenza non vi sia nemmeno una briciola?...Eppure – conclude il coordinatore provinciale di Sel – si tratta di una Chiesa unica in Calabria, dal valore artistico inestimabile. E’ mai possibile che Amendolara debba ritornare ad essere la Cenerentola della Calabria?».
     Pino La Rocca

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