Corigliano | Critica chi amministra e lo minacciano con sms e lettere

«Atti riconducibili ad ambienti vicini, anzi vicinissimi, all’amministrazione comunale attualmente in carica», denuncia la vittima
Che il consenso o il dissenso politici vengano manifestati sempre più attraverso i social network - principali sostituti delle piazze - è da tempo ormai un dato di fatto. Con politici ed amministratori pubblici che oggi vedono in Facebook, Twitter ed altri social proprio il “termometro” dell’indice di gradimento (o della protesta) nei loro confronti da parte dei cittadini. 


A Corigliano Calabro da qualche tempo l’amministrazione comunale retta dal sindaco Giuseppe Geraci e gli “ambienti” ad essa vicini sembrano diventati assai insofferenti alle critiche, talvolta soltanto ironiche, talaltra invece esasperatamente aspre, che vengono veicolate e condivise in rete sulle varie piattaforme sociali. Ne è esempio illuminante l’“esigenza” espressa lo scorso 16 agosto, attraverso una nota ufficiale inviata ai mezzi d’informazione, in cui si dava addirittura notizia d’un commento offensivo nei confronti dell’amministrazione comunale coriglianese, e in particolare nei confronti della figura del primo cittadino, che era stato postato sulla bacheca Facebook del sindaco di Rossano, Giuseppe Antoniotti, il quale l’aveva poi rimosso. L’’autore del commento, secondo il sindaco Geraci, era «un presunto cittadino di Corigliano che, dopo aver espresso legittimi elogi al collega di Rossano per la gestione dell’emergenza alluvione che ha colpito l’area urbana Corigliano-Rossano, si cimentava in immotivate e squalificanti dichiarazioni d’accusa nei confronti dell’esecutivo e del Comune che ho l’onore e l’onere di guidare; ciò ha subito scatenato una serie d’ulteriori dichiarazioni a catena contro il Comune e la città di Corigliano». 
In quegli stessi drammatici giorni post alluvionali, un commerciante del luogo, Francesco Ghilardi, pubblicava sulla propria bacheca Facebook delle critiche ferocissime all’indirizzo dell’amministrazione comunale coriglianese e del sindaco Geraci. Non sta a noialtri entrare nel merito né illustrarne contenuto e tipo di linguaggio. Oggi Ghilardi denuncia d’essere oggetto, da un paio di settimane in qua, di «minacciosi messaggi telefonici sulla mia utenza mobile, anonimi ed inviati da utenze a me sconosciute, ma espressamente riconducibili, per il loro contenuto, ad ambienti vicini, anzi vicinissimi, all’amministrazione comunale di Corigliano Calabro». 
Ghilardi racconta pure d’un proprio scontro, viso a viso e in pubblico, «con un personaggio politico». Il fatto sarebbe avvenuto giorni addietro. E negli ultimissimi giorni il commerciante ha ricevuto persino «una lettera anonima (nelle due foto, il testo scritto e la busta) dai toni offensivi e minacciosi e dal contenuto anch’esso espressamente riconducibile agli stessi ambienti». 
Il commerciante tiene a precisare e a sottolineare che «per scelta» non ha sporto alcuna formale denuncia alla polizia giudiziaria: «Francamente non ho paura di costoro e poi proprio in questi giorni ho chiuso l’attività commerciale che conducevo con mia moglie dal momento che avevamo già deciso di trasferirci all’estero, ma volevo rendere questa storia pubblica ai tanti cittadini che esprimono un loro legittimo e motivato dissenso nei confronti di chicchessia, e in particolare nei confronti di chi è al potere, qualunque tipo di potere». 
Quella di Ghilardi è una storia - forse come tante altre, o forse no - che abbiamo voluto raccontare. “Non disturbare il manovratore” è il motto d’ogni potere e d’ogni potente, a Corigliano Calabro e in ogni dove. Per le ritenute offese e le diffamazioni, come per le minacce, ricordiamo a noi stessi e a chiunque che vi sono le autorità di polizia giudiziaria.

Stampa Email

Aggiungi commento

Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito:
I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati
VERRA' PUBBLICATO UN SOLO COMMENTO PER IP


Codice di sicurezza
Aggiorna