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Chiesa: la Cec Calabria molto critica nei confronti della Regione per cio’ che attiene le politiche sociali

«Si assiste, giorno dopo giorno, al graduale impoverimento del nostro territorio sotto ogni profilo e al suo inaccettabile distacco dalle regioni del Centro-Nord: si sopprimono treni e mezzi di comunicazione, ospedali e presidi sanitari, tribunali, i vari servizi sociali, in specie quelli di prima necessità per la persona. Tutto ciò in un territorio in preoccupante dissesto idrogeologico».

È quanto sostengono i vescovi della Conferenza episcopale calabra al termine della riunione della sessione estiva. Nel corso dell'incontro, prendendo spunto dal nubifragio che ha colpito Rossano nelle scorse settimane, aprendo, è scritto in una nota, «un vivace e costruttivo dialogo, hanno incentrato il loro interesse sulla situazione sociale, economica e politica della Regione, sempre in attesa dalle istituzioni e dalla politica di risposte serie e concrete sul suo sviluppo equo e sostenibile e sul suo futuro. Nella consapevolezza che la gente attende che la Chiesa si faccia interprete del grave disagio in cui vive, i vescovi ne raccolgono il grido di dolore e lo trasmettono a chi ha la responsabilità di provvedere. Si è fatto riferimento al rapporto Svimez 2015, che ha collocato la Calabria all'ultimo posto in ambito socioeconomico, confermando con dati oggettivi la disperazione dei calabresi dinanzi alla propria situazione ben conosciuta da ogni presbitero nella sua azione pastorale. Diversi – prosegue la nota – i dubbi originati dall'analisi svolta e condivisi dai vescovi: come credere che tutto venga fatto, sotto gli occhi dei politici, nel rispetto del bene comune? Come si possono chiudere i servizi sanitari senza pensare alla percorribilità delle strade e alla rapidità dei mezzi di trasporto per raggiungere i centri ospedalieri ancora esistenti? Si può tacere dinanzi alla indifferenza della Regione che non paga da mesi (in qualche caso da anni) le rette ai centri di assistenza per minori, disabili e anziani? In altre Regioni i pagamenti avvengono entro due mesi. Perché la Calabria deve essere trattata così, creando condizioni di vita invivibili e costringendo sempre più giovani, in particolare, a cercare altrove il lavoro che qui non si trova, impoverendo la regione di intelligenze capaci? Nel 2012 – conclude la nota – la Cec ha pubblicato un documento: "Importanza della solidarietà. Note sulle politiche sociali in Calabria". Basandoci sui riscontri oggettivi, è stata esaminata la situazione ed è stato prospettato un piano ad hoc per la soluzione dei problemi. Però quel documento è caduto nel silenzio totale. Si chiede, allora, che venga ripreso in mano e riletto alla luce del nuovo, sviluppo per un'ecologia integrale presentata dal Pontefice nell'enciclica Laudato sì. Sottolineiamo che non siamo schierati per nessuna parte politica. Noi parliamo in nome delle popolazioni esasperate».

Giacinto De Pasquale

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