Il Coro Polifonico in visita al Santuario di San Francesco di Paola


TREBISACCE -Il Coro Polifonico “Cuore Immacolato B.V.M.”, in visita al Santuario di San Francesco di Paola e all’annesso Convento delle Suore di Clausura per una giornata di preghiera e di meditazione, ha reso omaggio al Santo Calabrese per eccellenza di cui il 4 maggio si sono conclusi i solenni festeggiamenti. Ricco il programma della giornata concordato dal parroco don Vincenzo Calvosa con i Frati e le Suore di Clausura dell’Ordine dei Minimi.

 

 La giornata, vissuta nel contesto naturale e nel silenzio austero del Santuario di Paola che già di per sé spinge verso Dio, è iniziata con la partecipazione e l’animazione della Santa Messa con-celebrata alle ore 10.00 nella Basilica Nuova del Santo alla presenza di una folla di pellegrini provenienti oltre che da tutta la Calabria, dalla Sicilia, dalla Puglia, dalla Basilicata e da tutte le altre regioni meridionali. Subito dopo, come è consuetudine per tutti i pellegrini che arrivano a Paola, il Coro Polifonico, accompagnato dalla guida, ha visitato tutto il Santuario, le sacre reliquie del Santo, l’antico romitario e tutti i luoghi sacri in cui l’umile frate calabrese fondatore dell’Ordine dei Minimi ha trascorso la sua vita di eremita in preghiera e in penitenza e dove ha compiuto tantissimi miracoli prima di essere convocato d’autorità a Tours in Francia dal re Luigi XI per essere guarito dalla sua incurabile malattia e dove il Santo di Paola è deceduto alla veneranda di età di 91 anni. Nel primo pomeriggio il momento più intenso e più toccante della giornata il Coro lo ha trascorso facendo visita alle Suore di Clausura dell’Ordine dei Minimi che, avendo risposto alla “chiamata” del Signore, hanno abbracciato la regola tracciata da San Francesco di Paola rinunciando all’agiatezza e ai piaceri della vita terrena e deciso di trascorrere la loro vita dietro le grate dove sono dedite alla contemplazione e alla preghiera. Qui i Coristi hanno avuto modo di entrare in diretto contatto con la loro Madre Superiora e con due Suore di clausura, entrambe originarie di Rocca Imperiale e che hanno avuto come parroco e padre spirituale proprio don Vincenzo Calvosa, le quali hanno raccontato, con grande semplicità e gioia, le loro esperienze di vita prima di aver risposto alla chiamata del Signore. Ma anche il trascorrere delle ore della loro vita quotidiana vissuta dietro le grate della clausura: ore cadenzate dal ritmo della preghiera e del lavoro suddivise con intelligente equilibrio ed austerità nell’arco della giornata. «La clausura – ha confidato la Madre Superiora originaria di Madrid - educa a stare con la gente nel senso che la portiamo dentro di noi nel nostro silenzio e nella nostra preghiera. Una Suora, - ha confidato tra l’altro la Madre Superiora - anche se vive in clausura, non è isolata dal mondo, ma semplicemente separata da esso per cogliere dal mondo ogni gioia e ogni dolore e trasformarli in rendimento di grazia e in supplica di misericordia».
Pino La Rocca  

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