Nocara: non ci sono più gli operai idraulico-forestali

Spariti nel nulla gli operai idraulico-forestali che prestavano servizio nel comune di Nocara. Il sindaco Francesco Trebisacce, stanco delle rassicurazioni avute finora e non rispettate, si rivolge ai vertici di Calabria Verde ed al presidente Oliverio chiedendo che al comune di Nocara vengano riconosciuti gli stessi diritti riservati agli altri comuni.

 «Dal mese di novembre 2017 – ha scritto il primo cittadino ai suoi interlocutori istituzionali - la dirigenza di Calabria Verde ha cancellato le possibili attività da realizzare nel mio comune ed ha trasferito da Nocara ad altro comune i pochi lavoratori idraulico-forestali dipendenti da Calabria Verde. Succede così – ha aggiunto il sindaco di Nocara – che da novembre ad oggi questo territorio risulta completamento sguarnito e abbandonato, nonostante che le caratteristiche dello stesso Comune siano assolutamente simili a quelle dei paesi limitrofi, sia dal punto di vista orografico, che geomorfologico e idro-geologico». Secondo quanto riferisce lo stesso sindaco Trebisacce, nelle scorse settimane, nel corso di due colloqui telefonici, il Commissario di Calabria Verde Marigiò avrebbe dato al sindaco ampie rassicurazioni su possibili incontri tra le parti al fine di pianificare ed attuare eventuali interventi da attuare attraverso il ripristino delle attività lavorative. «Ciò nonostante – ha scritto il sindaco di Nocara - ad oggi si continua a discriminare ed a mortificare questa comunità attraverso la perdurante assenza di Calabria Verde, sia in termini progettuali che in termini di manodopera. Ciò premesso – ha concluso il sindaco Trebisacce rivolgendo la pressante richiesta anche al presidente Oliverio - alla luce di quanto esposto, si invita l’Azienda Calabria Verde a predisporre l’immediato rientro dei lavoratori idraulico-forestali trasferiti da novembre 2017 ed a ripristinare, possibilmente in sintonia con l’Amministrazione Comunale di Nocara, le attività che da sempre sono state assicurate dall’azienda stessa».

Pino La Rocca

 

 

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