Trebisacce: Ospedale,riapertura del Pronto Soccorso a passo di lumaca

Il Direttore Generale dell’Asp di Cosenza Raffaele Mauro, in qualità di Presidente della Commissione Aziendale per l’Autorizzazione e l’Accreditamento del Codice Ospedaliero, attraverso una lettera recante la data del 13 febbraio 2018, ha chiesto ai membri dell’omonima Commissione «di voler effettuare con la massima urgenza una visita ispettiva presso il Pronto Soccorso di Trebisacce

 e di Praia a Mare al fine di verificare i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi previsti dalla Legge Regionale n. 24/’08 e dal Regolamento Attuativo n. 81/’16». Secondo quanto si legge nella stessa lettera girata dal sindaco Franco Mundo alla stampa, la relazione conclusiva delle verifiche effettuate dalla suddetta Commissione dovranno pervenire all’indirizzo e-mail dell’Asp di Cosenza entro e non oltre venerdì 16 febbraio prossimo. Procedono dunque, seppure a rilento ed a velocità pachidermica, le tappe dell’interminabile iter che dovrebbe portare alla riapertura del Pronto Soccorso presso il “Chidichimo”. Il condizionale, anche in questo caso, è quanto mai d’obbligo anche perché finora gli interventi eseguiti hanno riguardato solamente l’adeguamento degli ambienti alla normativa e non già l’integrazione del personale sanitario, in particolare dei Medici e degli Anestesisti, senza dei quali sia il Pronto Soccorso che la trasformazione della Lungodegenza in Medicina non potranno mai realizzarsi. In realtà sembra proprio questo, insieme al ripristino della Sala Operatoria, il vero tallone d’Achille della tanto attesa riapertura del “Chidichimo”, su cui nessuno osa farsi illusioni più del dovuto. E questo perché già nei servizi attualmente attivi presso il CAPT di Trebisacce si registra una insufficienza di personale che mette e dura prova la regolare turnazione, soprattutto del personale medico, spesso e volentieri costretto a turni di servizio faticosi e talvolta anche in spregio alla normativa vigente che detta le regole ben precise sulla turnazione del personale medico al fine di evitare lo stress lavorativo degli addetti ai lavori. Questo capita nell’attuale PPI (punto di primo intervento) il cui organico, ridotto attualmente di due unità, è al lumicino e questo capita nella Lungodegenza la cui direzione da tempo immemore chiede inutilmente l’integrazione del personale medico. Nessuno, del resto, in presenza di tanti medici precari o disoccupati, riesce a spiegarsi il mancato avvio delle procedure di reclutamento di nuovo personale, sicchè stona molto e confligge non poco con questa situazione la notizia secondo cui in aree ben precise dell’Asp di Cosenza ci sarebbero Anestesisti che si muovono dalla loro sede di servizio per andare a coprire i vuoti di organico con lo stesso corrispettivo “giornaliero” di quanto percepiscono tanti vecchietti come pensione sociale “mensile”.
Pino La Rocca 

 

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