“Il nostro Castello tra recupero e prospettive”: è su questo tema che si è discusso nell’incontro-dibattito svoltosi nei giorni scorsi presso la nuova Sala Consiliare del Monastero dei Frati Osservanti e promosso dall’esecutivo guidato dal sindaco Giuseppe Ranù. L’incontro è stato preceduto da una visita-guidata al Castello allo scopo di apprezzarne l’austera bellezza e di prendere atto dello stato attuale della struttura dopo gli interventi conservativi effettuati finora. 

Ne hanno discusso il sindaco Giuseppe Ranù, l’assessore ai Beni Culturali Brigida Cospito, l’architetto Sabrina Barresi che ha curato i lavori di consolidamento già eseguiti, l’ing. Salvatore Patamia, direttore regionale del Dipartimento Regionale dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e l’On. Mimmo Bevacqua presidente della Commissione Ambiente della Regione. «Il futuro della Calabria passa attraverso la valorizzazione dei suoi numerosi e preziosi beni culturali e questa sera, – ha dichiarato subito l’On. Bevacqua - ne ho avuto la riprova visitando il Castello di Rocca e intravedendo le sue enormi potenzialità». Sulla stessa lunghezza d’onda l’Ing. Patamia e gli altri relatori che hanno incoraggiato il sindaco ed il suo esecutivo a perseverare nell’impegno di completare la riqualificazione del monumentale manufatto fatto edificare da Federico II nel 1221 in un luogo di grande importanza militare e strategico per il controllo dell’antica via Appia-Traiana che partendo da Reggio Calabria e costeggiando il mare Jonio andandosi a congiungersi a Brindisi con l’Appia Antica e che oggi, dopo otto secoli di storia, si erge maestoso su tutta la Piana Rocchese e sull’orizzonte del mare Jonio su cui la vista spazia da Punta Alice fino a Taranto. Da parte sua l’arch. Barresi ha messo in evidenza l’instabilità del Castello e dell’intero sedime su cui si adagia, definendo perciò urgenti ulteriori misure di consolidamento statico e strutturale. «Occorre ancora intervenire, - ha dichiarato l’arch. Barresi - con massicci interventi di consolidamento: le Torri – ha precisato - vanno ben collegate all’intera Fortezza, così come è urgente intervenire sul Fossato, potenziare lo studio illuminotecnico per dare un valore plastico a tutto l’assieme e abbattere, infine, le barriere architettoniche realizzando percorsi preferenziali per i disabili». Secondo l’Ing. Patamia il centro storico ed il Castello rappresentano davvero un “unicum”, qualcosa cioè di molto bello e di suggestivo e bisogna dunque continuare con gli interventi perché trattasi di un bene culturale di eccellenza. «Per accedere ai finanziamenti – ha concluso il Direttore del Dipartimento apprezzando la cura con viene tenuto il centro storico dal Comune e dai cittadini – è necessario redigere progetti fattibili e credibili che rendano agibili i Castelli e agevolarne l’accesso e la fruibilità».
Pino La Rocca

 

 


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