Sanità: la Befana, travestita con gli abiti del Commissario Scura, porta in dono 428 nuove assunzioni “a tempo indeterminato” alla sanità calabrese: qualche regalino lo porta anche alla Sibaritide e al Pollino (roba da poco!) e nella calza mette pure 3 Anestesisti all’Ospedale di Praia a Mare. Solo cenere e carbone invece, forse perché hanno fatto i monelli, all’ex ospedale di Trebisacce e all’Hospice di Cassano Jonio.

 In realtà dovevano essere 661, poi, a causa del bilancio ancora in rosso, il Ministero, tra medici (7 primari e 82 dirigenti-medici), 37 ostetriche, 69 infermieri e 233 operatori socio-sanitari, ne ha autorizzati 428, ma tutti i territori sono stati accontentati tranne l’Alto Jonio e Cassano che continuano a essere ignorati completamente. Come al solito, la parte del leone l’hanno fatta le strutture sanitarie di Reggio Calabria e Catanzaro. Poco per l'Asp di Cosenza che rimane la più grande ed estesa d’Italia. Per l’Asp cosentina, oltre al contentino per l’Annunziata, sono previsti: 1 Primario in Pediatria all'Ospedale di Corigliano e 8 medici; 3 medici a Castrovillari, in Anatomia Patologica, Pediatria e Laboratorio-Analisi; 1 in Terapia Intensiva a Paola; 3 Anestesisti per il Pronto Soccorso di Praia a Mare e un Pediatra a Corigliano. Saranno assunti inoltre 5 Ostetriche e 10 infermieri. Zero assoluto per l’Alto Jonio e Cassano che forse il Commissario Scura considera un’appendice della Basilicata. Altra cosa strana e incomprensibile è che lo stesso Commissario Scura, nonostante l’acclarato fallimento della sua politica sanitaria, rimane saldamento al suo posto, almeno fino alle nuove elezioni politiche e potrà così, come pensano in molti, continuare la sua recondita vendetta nei confronti di un popolo, quello trebisaccese, resosi responsabile di averlo spernacchiato e cacciato dalla piazza dopo le sue irripetibili frasi circa l’inutilità dell’Ospedale di Trebisacce. Solo così, del resto, si può spiegare il suo personale accanimento e la sua evidente presa per i fondelli per le popolazioni di un intero Comprensorio, perché sulla carta, ma solo sulla carta, ha fatto quanto gli hanno ordinato i Giudici, firmando il Decreto di riapertura del “Chidichimo” come “Ospedale di zona disagiata”, ma nei fatti si è guardato bene dal riempire di contenuti le aride parole del Decreto, evitando di nominare il personale necessario per aprire la Medicina Generale che, del resto, per quanto riguarda il “Chidichimo”, rimane l’unica struttura complessa prevista da lui stesso nella rete ospedaliera calabrese. Che dire, i fatti sono questi! Ora tocca alla classe politica dell’Alto Jonio e di Cassano tirare le somme e reagire nella maniera dovuta ed al paziente popolo di questo lembo di Calabria svegliarsi, tornare sulle barricate e riprendere, se è il caso, l’ormai legittima ipotesi di annessione alla Basilicata.
Pino La Rocca  

 


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