Ci si può divertire anche senza fare tanto rumore. La scelta dell’esecutivo guidato da Giuseppe Regina va in tendenza alla scelta di moltissimi comuni del Paese: niente botti a Capodanno per tutelare gli animali.


 L’amministrazione comunale di Mormanno ha emanato un’ordinanza – che resterà in vigore fino al 7 gennaio 2018 – che vieta la vendita di ogni tipo di fuoco d’artificio ascrivibile alle categorie IV e V. Sono esclusi i prodotti del tipo fontane, bengala, bottigliette a strappo lancia-coriandoli, fontane per torte, petardini da ballo, bacchette scintillanti e simili, trottole, girandole e palloni luminosi. E fa divieto di utilizzare ogni fuoco d’artificio, ivi compresi quelli appartenenti alla nuova categoria V, D ed E, in luogo pubblico e anche in luogo privato con eccezione per gli spettacoli autorizzati dei professionisti. La volontà di bandire qualunque materiale esplodente è stato preso in ragione della tutela degli animali domestici (in particolare cani e gatti) e della fauna selvatica che per il forte boato derivante dai botti di fine anno ogni anno muoiono per paura. Manuela De Luca, assessore comunale con delega al randagismo e tutela degli animali, a nome dell’esecutivo guidato dal Sindaco, Giuseppe Regina, ha espresso apprezzamento per la decisione assunta dalla giunta comunale. «Siamo nel Parco e la nostra scelta vuole tutelare anche la fauna selvatica e ci auguriamo che gli altri Comuni del Parco seguano il nostro esempio. Crediamo che ci si possa divertire anche senza botti di fine anno. E convinti di questo abbiamo optato di mettere in campo questa ordinanza». A sostegno della scelta dell’Amministrazione comunale di Mormanno arriva anche la presa di posizione del Presidente della sezione Enpa di Rende/Cosenza, Lea Santaniello: «Faccio i miei complimenti a questa amministrazione comunale per avere emesso l’ordinanza di divieto dei botti di capodanno, un segno di apertura che mostra un reale interesse verso il benessere degli animali, che rischiano letteralmente la morte. Ogni anno sono, infatti, moltissimi i decessi per infarto di cani e gatti, per non parlare del disorientamento di tutta la fauna selvatica».
 

 


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