Aree urbane disagiate: nei 46 Comuni premiati c'è anche Oriolo

Il Comune di Oriolo è stato inserito tra i quattro Comuni della Provincia di Cosenza beneficiari della prima tranche di finanziamenti (79milioni di euro) destinati dal Consiglio dei Ministro alla riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate. In tutto sono 46 i Comuni italiani destinatari dei finanziamenti. 

Al Comune di Oriolo, più volte colpito da eventi naturali calamitosi, sono toccati circa 600mila euro che, in base al progetto presentato e premiato, saranno utilizzati all’interno del Borgo Antico per il recupero e la valorizzazione di unità immobiliari degradate. Ieri, 13 novembre 2017, i 46 sindaci italiani convocati nella città di Brescia hanno sottoscritto la Convenzione alla presenza del Sottosegretario Maria Elena Boschi appositamente delegata dal Premier Gentiloni e del presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci in rappresentanza dei 4 Comuni della Provincia, Aiello Calabro, Oriolo, San Giorgio Albanese e Rende. Si tratta, come si diceva, della prima parte dei finanziamenti che in totale ammontano a 210milioni di euro che saranno assegnati in base ad una graduatoria cosiddetta “a crescita”. Soddisfatto e riconoscente il sindaco di Oriolo Giorgio Bonamassa (nella foto) che, al pari degli altri sindaci della Provincia di Cosenza, ha firmato la Convenzione nelle mani del Sottosegretario Maria Elena Boschi e alla presenza del Presidente Iacucci. «Un giorno importante per i Comuni del nostro Ente e per la nostra Provincia - ha avuto modo di dire il Presidente Iacucci subito dopo la firma», entusiasta di un riconoscimento ottenuto per le quattro comunità da lui rappresentate nella città lombarda insieme ai rispettivi sindaci in fascia tricolore. Il Piano, incardinato presso il Dipartimento Pari Opportunità e previsto nei “Mille-Giorni”, prevede uno stanziamento di risorse destinato ai Comuni. «che, - come ha aggiunto il presidente Iacucci dopo aver incontrato il Sottosegretario Boschi - rappresentano la spina dorsale del Paese ed una propria identità culturale da valorizzare e proteggere».

Pino La Rocca

 

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