ALTO JONIO - Via libera al progetto definitivo del Megalotto 3 della S.S. 106 (Sibari-Roseto) anche dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nonostante le annunciate resistenze di alcuni sindaci. Il nulla osta è stato ufficializzato nella giornata di ieri 28 luglio nel corso dell’assemblea plenaria del Consiglio a cui sono stati invitati i sindaci interessati al passaggio del tracciato, alcuni dei quali avevano promesso battaglia in quanto, a loro giudizio,

 il ministero delle Infrastrutture, l’Anas ed il General Contractor non avevano recepito né le osservazioni dei Comuni che, pur dichiarandosi favorevoli all’apertura dei cantieri chiedevano più rispetto per i propri territori, né le prescrizioni formulate dai ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali che suggerivano l’abbassamento della livelletta per evitare viadotti troppo alti e, oltre ad una diversa tipologia delle arcate dei viadotti stessi, l’eliminazione di gran parte delle trincee e la sostituzione delle stesse trincee con gallerie artificiali per evitare un eccessivo impatto ambientale. Particolarmente “ribelli” rispetto all’ipotesi progettuale proposta ai sindaci nel mese di maggio, erano sembrati i sindaci di Albidona e di Amendolara, la dr.ssa Di Palma e l’avv. Ciminelli, i quali avevano minacciato pubblicamente di opporre resistenza all’approvazione del progetto definitivo. Così come, del resto, seppure per motivi diversi, i sindaci di Trebisacce, avv. Mundo e di Villapiana avv. Montalti. Dopo quest’ultimo passaggio, trascorsi i prossimi 60 giorni, il progetto definitivo diventerà esecutivo e, in coerenza con l’iter procedurale, ci sarà il via libera all’apertura dei cantieri che, salvo ulteriori incidenti di percorso, una volta passato sotto le forche caudine del CIPE (settembre) dovrebbe avvenire soltanto all’inizio del 2019. Ovviamente la notizia dell’ultimo ok al progetto definitivo, già a caldo ha suscitato reazioni varie. Tempestive e negative subito quelle di Raspa (rete delle associazioni per l’autotutela) che, molto preoccupata per l’impatto ambientale e dichiaratasi delusa per l’accondiscendenza dei sindaci che si sarebbero presentati a Roma divisi e… con in cappello in mano, ha già immaginato l’erezione di una muraglia cinese nella Piana di Sibari tale da stravolgere l’assetto paesaggistico e creare una grande frattura nel territorio e, ancora più risentite le reazioni del Comitato dei cittadini dell’Alto Jonio che si batte da sempre per l’ipotesi del raddoppio dell’esistente. Anch’esso deluso per il dietro-front di alcuni sindaci, pur ribadendo di non essere contrario alla realizzazione dell’opera, ha minacciato di portare fino in fondo la propria battaglia per il raddoppio, ove possibile, dell’esistente, non escludendo di presentare un dossier-ricorso già elaborato da autorevoli esperti di giurisprudenza, prima alla Magistratura Amministrativa e successivamente a quella Ordinaria per eventuali responsabilità oggettive e soggettive che non escluderebbero anche quelle penali.
Pino La Rocca  

 


Commenti   

0 #1 Vincenzo Arvia 2017-07-30 08:24
La realizzazione dell'opera in oggetto è certamente importante ma l'azione di tanti cittadini aderenti al Comitato dei cittadini dell'Alto Jonio, che hanno con determinazione esercitato il ruolo di cittadini attivi a difesa del territorio, viene mortificato, in quanto i poteri decisionali "forti" snobbano gli interessi e il futuro dell'Alto Jonio.
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