Nuova S.S. 106: Italia Nostra boccia senza mezzi termini il progetto definitivo del 3° Megalotto Sibari-Roseto ritenendolo addirittura peggiorativo di quello precedente sia per il devastante impatto ambientale che per i gravosi costi economici e, allineandosi agli orientamenti che stanno emergendo da più parti, propone il raddoppio, ove possibile, della Superstrada esistente.

 La decisa presa di distanza rispetto all’ipotesi progettuale recapitata ai comuni interessati il 10 maggio scorso, è del segretario regionale e presidente della sezione trebisaccese di Italia Nostra arch. Angelo Malatacca il quale, dopo aver lamentato il mancato coinvolgimento dei cittadini e delle forze sociali, evidenzia il fatto che, nel tentativo di aggiustare lo “scempio” ambientale del territorio, sono state completamente disattese le prescrizioni fatte dai ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali che, oltre alla riduzione dei costi, prevedevano l’abbassamento della livelletta per ridurre l’impatto ambientale dell’opera sui fragili equilibri territoriali dell’Alto Jonio cosentino. «Il nuovo progetto – scrive testualmente l’arch. Angelo Malatacca - si rimangia tutte le prescrizioni che i Ministeri della Tutela Ambientale e dei Beni Culturali avevano imposto come condizione per l’approvazione, con particolare riferimento alla copertura totale delle trincee nelle zone protette, la riduzione dell’altezza complessiva del tracciato e una diversa struttura delle arcate dei viadotti nei torrenti vincolati dalla “Rete Natura 2000”. A tutto questo – ha aggiunto il segretario regionale di Italia Nostra preoccupato dall’ipotesi di vedere viadotti alti fino a 100 metri (nella foto) - va aggiunto che il territorio interessato verrebbe sottoposto ad una serie di sconvolgimenti tali da vanificare del tutto le uniche possibilità di crescita dell’economia locale attraverso i benefici provenienti dal turismo e dalle coltivazioni agricole specializzate». Dopo aver ribadito che Italia Nostra non è contraria alla realizzazione di una infrastruttura ritenuta essenziale per tutta la Calabria, si dice nettamente in disaccordo rispetto al tracciato scelto da Sirio e dall’impresa che la deve realizzare e avallato dall’ANAS che risulta del tutto diverso dal progetto preliminare in base al quale è realizzata la gara d’appalto. «Come associazione – ha concluso l’arch. Angelo Malatacca - riteniamo che la migliore soluzione, quella meno costosa, ma soprattutto quella meno devastante e realizzabile in minor tempo, rimane il recupero e l’utilizzo della Superstrada E90 che insiste su oltre metà dell’intero percorso, ricorrendo quindi al semplice raddoppio e adeguamento delle carreggiate esistenti, come peraltro si è fatto nel territorio lucano e pugliese e come si sta facendo sulla S.S. 534 in corso di realizzazione nel tratto Doria-Firmo.

Pino La Rocca
 

 


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