LONGOBUCCO – Il rilancio dell’entroterra non può che passare dalla valorizzazione e dalla promozione dell’identità, a partire da quella enogastronomica. Essa rappresenta, infatti, un valore aggiunto al prezioso e ricco patrimonio culturale, materiale ed immateriale, custodito nei nostri centri storici, scrigni inimitabili di qualità della vita. 

E destinare maggiore attenzione al turismo enogastronomico significa anche puntare a target di viaggiatori di qualità. Sodalizi internazionali come Slow Food possono sostenere gli sforzi delle comunità locali, facendo squadra sulla tutela delle produzioni autentiche e stimolando il ritorno manageriale dei giovani alla terra
 
È quanto ha dichiarato il neo Sindaco Giovanni PIRILLO accogliendo ieri pomeriggio (mercoledì 28) gli studenti stranieri iscritti al MASTER IN FOOD CULTURE AND COMMUNICATIONS dell’Università di Scienze Gastronomiche (UNISG) di Pollenzo Bra (Cn).
 
Il gruppo dei 28 aspiranti gastronomi e giornalisti provenienti da diverse nazionalità del mondo sono stati portati in visita nel territorio del Convivium Slow Food Pollino Sibaritide Arberia guidato dal Presidente Lenin MONTESANTO al quale il Primo Cittadino ha rivolto il grazie del neo Esecutivo per l’attenzione ribadita verso il paese di Bruno di Longobucco, dell’antica arte tessile e delle miniere d’argento, tra i suoi principali marcatori identitari. In questi giorni gli universitari hanno avuto modo di approfondire il tema del corso, Marketing and Sustainability of High-Quality Products, direttamente sul campo, soprattutto nella tappa di Longobucco, a stretto contatto con produttori e ristoratori. – Oltre al Sindaco hanno ad accogliere la speciale delegazione c’erano anche gli assessori Andrea MURRONE e Isabella IBNO ERRIDA e la consigliere comunale Katia PELLEGRINO.
 
Indossati guanti, camice e cuffietta, gli studenti si sono cimentati in prima persona nella preparazione del sempre più famoso sacchiettu, il salume tipico longobucchese per il quale il Sindaco PIRILLO ha ribadito l’impegno, d’intesa con Slow Food, per ottenere il riconoscimento del presidio. Il laboratorio è stato ospitato presso il Salumificio ROMANO, esperienza imprenditoriale nata con il padre GIUSEPPE nel 2005 e gestita oggi dai figli. – Situata ai piedi della montagna, lontano dal centro abitato, l’Azienda, nata come il secondo maggiore investimento in Calabria, continua ad unire la produzione artigianale alla lavorazione industriale. Ricorre a tecniche all’avanguardia per la stagionatura che in alcuni mesi avviene all’aperto, ma si rifà ai metodi tradizionali per quanto riguarda la selezione della carne e la legatura, rigorosamente effettuata dalle donne. Dalla suppressata alla sozizza (indicati in dialetto anche in etichetta), passando dal romanino, il salame preparato secondo la ricetta tramandata da padre in figlio. Sono, questi, alcuni dei prodotti del Salumificio ROMANO che riscuotono successo in tutto il mondo per la fedeltà ai sapori di un tempo, l’assenza di conservanti e l’alta qualità del prodotto, a partire dallo stesso sacchiettu realizzato utilizzando gli strumenti utilizzati dalle nonne e che oggi non si trovano più.  – Dalla pratica alla degustazione. Il gruppo si è trasferito quindi presso la trattoria di Piazzetta MERCATO, nel cuore del centro storico, gestita da Cosmo FALCONE, AL PARCO DELLA SILA, dove hanno avuto la possibilità di emozionarsi con i piatti, le ricette ed i prodotti identitari del Parco della Sila
 

 


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