Siamo ancora alle porte di un’estate che per le alte temperature si annuncia da “bollino rosso” e nell’Alto Jonio, un territorio notoriamente arido e siccitoso, già si paventa l’emergenza idrica, sia in agricoltura che negli acquedotti comunali. Per la verità in alcuni paesi le prime avvisaglie già ci sono state e sono state attribuite alla rottura ed alla necessità del ripristino delle condotte,

 ma il peggio, secondo le previsioni degli esperti, potrebbe essere dietro l’angolo a causa della carenza endemica di risorse idriche a cui quest’anno si sommerebbe la circostanza di un inverno e di una primavera poco piovosi che non hanno consentito alle riserve di fare il pieno. Per far fronte all’insufficienza della dotazione pubblica che nell’Alto Jonio viene assicurata dagli acquedotti dell’Eiano per i paesi costieri e del Frida per i paesi montani, quasi tutti i comuni si sono dotati di fonti alternative scavando pozzi artesiani nei territori comunali. Ciò nonostante le criticità sono abbastanza diffuse un po’ dovunque perché le reti idriche comunali sono abbastanza vetuste sicchè gran parte del prezioso liquido purtroppo si perde nelle viscere della terra e poi ci sono gli sprechi e gli utilizzi impropri da parte dei soliti furbastri che utilizzano l’acqua per irrigare gli orti e i giardini sottraendola all’uso pubblico. Per scongiurare questo problema e per invitare i cittadini a fare un uso razionale dell’acqua, i sindaci stanno adottando il sistema preventivo, cercando di educare la cittadinanza alle buone pratiche ambientali, tra cui quella di risparmiare l’acqua come bene pubblico da salvaguardare. In questa ottica, lodevole è stata l’iniziativa adottata dal comune di Roseto che, dopo aver provveduto al monitoraggio della rete idrica comunale al fine di tappare le perdite più vistose, nei giorni scorsi ha organizzato “La giornata dell’acqua” nella quale amministratori e tecnici del comune hanno incontrato gli alunni delle Scuole dell’Obbligo per sensibilizzarli sul problema e per far arrivare nelle famiglie l’appello ad un consumo parsimonioso dell’acqua, ad evitare gli sprechi attraverso i piccoli gesti quotidiani che aiutano a evitare i disagi alla comunità ed a rispettare l’eco-sistema ambientale. Sulla stessa lunghezza d’onda il comune di Amendolara il cui primo cittadino Antonello Ciminelli, attraverso una comunicazione istituzionale, ha dapprima spiegato che le interruzioni che ci sono state finora sono addebitabili alla Sorical che ha dovuto tappare alcune falle nelle condotte di adduzione, ma ha anche messo le mani avanti preannunciando il rischio di altre interruzioni del servizio idrico ma ha anche denunziato «l’utilizzo dissennato da parte di alcuni cittadini che usano l’acqua per l’irrigazione degli orti attraverso allacci abusivi» ed ha invitato i propri concittadini «ad utilizzare l’acqua con estrema parsimonia ed oculatezza e ad eliminare gli allacci abusivi che compromettono la funzionalità dell’acquedotto comunale». Per la verità qualcuno, rispondendo sul web alle raccomandazioni del sindaco, ha lamentato il fatto che le interruzioni idriche e la necessità di dover distribuire l’acqua per fasce-orario, non vengono annunciate alla popolazione con la stessa tempestività e con gli stessi mezzi con cui solitamente viaggia la comunicazione istituzionale».
Pino La Rocca
 

 


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