C’è chi ama paragonare il processo di Fusione tra Rossano e Corigliano ad un matrimonio. Personalmente preferisco assimilarlo più all’unione di due famiglie e delle loro abitazioni, come una sorta di metafora perfetta per poter spiegare al meglio il fenomeno.

Immaginiamo per un momento che vi siano due case, più precisamente due villette, indipendenti e confinanti, separate unicamente da un muretto alto non più di due metri: l’una appartenente alla famiglia Corigliano, formata da quattro persone, un cane e con un bel prato; l’altra appartenente alla famiglia Rossano, tre membri, anche loro con un cane ed un cortile un po’ più piccolo.
Un giorno il sindaco della loro città, che chiameremo ‘Stato’, fa ad entrambe presente che per la valorizzazione dei quartieri cittadini e la migliore gestione delle risorse, garantirebbe loro dei vantaggi qualora abbattessero quel muro, creando un unico grande cortile ed una grande villa bifamiliare: in pratica, se si unissero, garantirebbe loro una forte detassazione sulle tasse pagate al comune e addirittura degli incentivi economici pari a metà del loro reddito attuale.
La famiglia Rossano accetta subito di buon grado, tuttavia alcuni membri della famiglia Corigliano sono reticenti, sostenendo varie perplessità nei confronti dei Rossano: ‘Noi siamo diversi da voi! Non vedi? Le pareti di casa mia sono tinteggiate di bianco, mentre le tue di giallo. Inoltre, i nostri figli vengono educati con una dieta proposta dal loro nutrizionista, per non parlare del supermercato dove facciamo la spesa: è tutta un’altra cosa dal vostro! No, siamo troppo diversi!’
Non solo, i Corigliano sono addirittura perplessi sulla futura unione delle due case, sostenendo che occorrerebbero patti chiari per gestire la casa: ‘Ma chi taglierà l’erba? E se poi vorremo piantare un albero di ciliegio e voi un pino, chi lo deciderà? Il nostro cane potrà condividere lo spazio con il vostro? Se non sappiamo certi dettagli, non potremo di certo unirci a voi!’
Inoltre affermano che i Rossano potrebbero essere troppo invasivi, con possibili volontà di sopraffare i Corigliano nelle decisioni, al punto da suscitare la risposta dei Rossano, che affermano ‘Ma veramente voi avete un cortile più largo dalla vostra parte e poi siete anche di più, come potremmo decidere al posto di tutti?’
Tra la certezza dei Rossanesi e le perplessità di alcuni Coriglianesi, lo Stato dice loro che il 22 Ottobre vorrà sapere sul da farsi.
Ora proviamo a immaginare due possibili finali per la nostra storia, tra i Corigliano e i Rossano.
Possibile finale numero 1, con il Sì alla Fusione: Rossano e Corigliano si uniscono, godono così non solo di un cortile più grande, della compagnia di due cani e del sostegno l’uno dell’altro, ma anche di incentivi comunali per poter comprare un nuovo tagliaerba, riverniciare il cancello e riparare alcuni punti dei tetti delle due ville che stavano dando preoccupazioni da diverso tempo, decidendo insieme e piano piano sul da farsi. Tutto questo senza intaccare la dieta dei figli dei Corigliano, né cambiare il supermercato dove fare la spesa o il colore delle pareti delle due case; anzi, addirittura, quando ci sarà da far riparare la strada di fronte casa presso lo Stato, potranno parlare all’unisono proprio perché ormai facenti parte di un unico, grande complesso.
Possibile finale numero 2, con il No alla Fusione: Rossano e Corigliano non abbattono il loro muro, rimanendo divise nei loro piccoli cortili, non hanno nessun incentivo da parte dello Stato e i loro tetti probabilmente rimarranno fatiscenti, non acquisteranno nessun tagliaerba o al massimo ne prenderanno uno tra qualche anno, ma di bassa qualità e il cancello rimarrà della solita, vecchia vernice. Probabilmente, intorno a loro, molte ville prospereranno in quanto già più grandi e numerose oppure in procinto di unirsi, grazie alla proposta dello Stato. In questo modo, ci hanno rimesso sia i Corigliano sia i Rossano, il tutto per un muro di cemento.
E tu, rossanese e coriglianese, che finale vorresti?

Francesco Laurenzano 


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