Sagre dei prodotti tipici di primavera: resistono ancora in alcuni paesi mentre in altri comuni sono costrette ad ammainare bandiera sciupando l’occasione di valorizzare in chiave turistica i prodotti tipici come marcatori identitari del territorio. 


A resistere alla ricorrente crisi del settimo anno è stata la tradizionale “Sagra dei piselli e delle fave” di Montegiordano che si è svolta con il solito successo agli inizi di questo mese. Per due giorni la ridente collina denominata “Piana delle Rose”, sulla quale giganteggia il Medievale Castello di Montegiordano utilizzato come sosta obbligata da Pitagora nei suoi frequente viaggi tra Crotone e Taranto, è tornata ad essere la “location” ideale per ospitare una grande festa a sfondo bucolico dove, tra gli stand allestiti per l’occasione, tra musica e canti popolari, tra giochi per bimbi, artisti di strada e varie altre amenità, hanno trionfato, cucinati in mille modi e soprattutto nelle ricette popolari, le fave ed i piselli come prodotti genuini e tipici della terra di Montegiordano. Qui i tantissimi ospiti presenti hanno potuto gustare i piselli e le fave in mille modi differenti, dai cavatelli ai piselli allo spezzatino, dalle seppie con i piselli alle fave crude con pancetta tesa e pecorino. Tutte prelibatezze locali, queste, considerate tra le eccellenze tipiche dell’Alto Jonio e tutte accompagnate dalla degustazione di tanti altri prodotti locali come i salumi e i formaggi. Un patrimonio di sapori, insomma, che riempie di gioia il palato di ogni buongustaio che si rispetti. Tra le sagre diventate ormai consuete nell’Alto Jonio sarà presente anche quest’anno la “Festa del Biondo Tardivo”, l’arancia tipica di Trebisacce la cui festa è stata fissata per l’1 e il 2 giugno prossimi. La Festa del Biondo Tardivo per la verità non ha raggiunto ancora l’anzianità del settimo anno e forse anche per questo sarà ancora riproposta grazie alla sinergia tra l’Assopec (l’associazione dei commercianti), l’amministrazione comunale e l’Alberghiero “E. Aletti” di Trebisacce. E così anche quest’anno, nonostante la concomitanza della competizione elettorale in calendario l’11 giugno e nonostante la perdurante difficoltà che il prodotto incontra sull’inserirsi nel mercato, metterà al centro della rassegna popolare l’arancia tipica di Trebisacce che nell’occasione sarà consumata al naturale ma anche miscelata in bevande, in dolci ed ora anche in ricette di cucina. Sarà anche l’occasione per affrontare e discutere sui motivi della crisi di un prodotto che diventa sempre “di nicchia” e poco remunerativo rispetto alla manutenzione annuale degli aranceti. Tra le consuete sagre di primavera quest’anno sarà invece assente la “Sagra dei Piselli” di Amendolara che non è riuscita a superare la crisi del settimo anno scomparendo dal calendario degli eventi primaverili che, nonostante gli encomiabili sforzi degli agricoltori locali e dei fondatori dell’associazione “Terre&Sapori” che l’hanno organizzata finora, quest’anno ha dato forfait facendo venir meno un’occasione per mettere in vetrina ed esaltare la qualità dei piselli di Amendolara che grazie al terreno ed al micro-clima rappresentano una rarità molto apprezzata e che, secondo gli agricoltori locali, meriterebbe maggiore attenzione e un po’ di sostegno da parte delle istituzioni.

Pino La Rocca

 


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