Nuova S.S. 106: i sindaci si dichiarano soddisfatti delle spiegazioni ricevute nell’incontro romano dai funzionari del Ministero e dell’ANAS ma sul destino del Terzo Megalotto Sibari-Roseto si fa sempre più strada l’ipotesi del “raddoppio” del tracciato esistente. Raddoppio che, alla fine, se venisse accettato e sottoscritto anche dai sindaci, potrebbe rivelarsi la soluzione ideale per mettere tutti d’accordo, accorciando i tempi e coniugando positivamente le ragioni della sicurezza e della tutela del territorio.

 

 La pensa così l’arch. Maurizio Silenzi Viselli, storico e urbanista di fama nazionale e internazionale, originario di Roma ma ormai stabilmente cittadino dell’Alto Jonio, nel giudicare positivamente “la latitanza” del ministro Delrio che nell’occasione della loro visita al Ministero non ha incontrato personalmente i sindaci nonostante il loro arrivo fosse stato annunciato e con lui concordato dal presidente Oliverio. Secondo lo studioso, autore tra l’altro di due pubblicazioni sulle origini e la scomparsa dell’arcaica “Lutetia” (antica Parigi) e sulla scomparsa del Porto di Roma, quando un ministro dichiara di non poter ricevere qualcuno, nel linguaggio politichese significa che l’oggetto dell’incontro ha subito un cambiamento strategico. «Nel merito, – ha scritto l’arch. Silenzi interpretando il pensiero del ministro Delrio - non viene messa in discussione la volontà di procedere all’ammodernamento della S.S. 106, ma si evidenzia la perplessità di spendere una cifra enorme, circa 1.400milioni, per un tratto di 38 chilometri di strada già parzialmente adeguata, la cui realizzazione, tra l'altro, distruggerebbe sia la preziosa fascia ambientale tra Amendolara e Trebisacce, sia le vestigia della Sybaris arcaica e, nel tratto successivo, una gran fetta della piana di Sibari». Secondo lo studioso romano ormai trapiantato nell’Alto Jonio, che non ha mai esitato a prendere posizione contro la presunta devastazione dei siti archeologici di Sibari, sarebbe quindi presumibile il cambiamento del progetto del Terzo Megalotto andando verso l’ipotesi, da lui stesso delineato in un apposito schema progettuale, del raddoppio del tracciato esistente. «Con l'impiego delle copiose risorse risparmiate – ha suggerito l’arch. Romano - si potrebbero mettere in sicurezza i rimanenti tratti pericolosi della S.S. 106 a sud di Sibari. Appare però molto originale – ha concluso l’arch. Silenzi deluso un po’ dai sindaci - che di queste perplessità si siano fatti carico la Corte dei Conti ed il Ministro Delrio, invece che i sindaci interessati».

Pino La Rocca
 

 

 

Commenti   

0 #1 Nicola Francesco De 2017-03-29 11:02
Ma come, ieri sullo stesso giornale, il Suo articolo sottolineava la pericolosità del viadotto presso Trebisacce, e adesso si parla del raddoppio dell'esistente. Oltretutto, qualche tempo fa, la tv Sky, ha mandato in onda un servizio in cui era evidente come la SS 106 esistente attraversa il parco archeologico di Sibari. A chi giova raddoppiare l'esistente? Siamo sicuri che si risparmieranno fondi? Questi fondi verranno impiegati per Sibari o prenderranno la strada di qualche opera inutile al Nord?
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