Rocca Imperiale: polvere da sparo tra gli attrezzi da lavoro, arrestato


Nella giornata di ieri i Carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro hanno tratto in arresto un uomo per il reato di detenzione di materiale esplodente. Nello specifico i militari della Stazione di Rocca Imperiale effettuavano, dopo accurata attività info-investigativa, una perquisizione domiciliare presso la casa di un pregiudicato del posto, alla ricerca di armi o munizioni.

 

 

Reso edotto delle motivazioni della presenza dei Carabinieri e delle sue facoltà di legge, si procedeva ad una minuziosa perquisizione presso la sua abitazione, che inizialmente sortiva esito negativo. Ma i militari di Rocca Imperiale intuivano che il magazzino adiacente alla villetta ed in uso esclusivo all’uomo potesse essere il posto giusto da ispezionare. Così una volta entrati nel locale, dopo poco tempo veniva trovata, in un nascondiglio del muretto interno del magazzino, una busta di cellophane con all’interno una pistola a salve munita di caricatore, a cui era stato rimosso il tappo rosso e con 24 colpi a salve calibro 8. Ma i rinvenimenti non si concludevano qui: fra gli attrezzi da lavoro e da bricolage, i Carabinieri riuscivano a scoprire una grande cassetta al cui interno vi erano diversi barattoli contenenti polvere da sparo per un peso complessivo di quasi 900 grammi.
Tutto il materiale era detenuto dall’uomo senza alcuna licenza o autorizzazione e veniva sottoposto a sequestro penale.
Considerata l’ingente quantità ed il fatto che per il loro confezionamento i contenitori così trovati rappresentavano delle vere e proprie “bombe artigianali” e costituivano un serio pericolo per la sicurezza e l’incolumità pubblica, in particolar modo per tutte le persone che abitavano nelle zone circostanti, infatti una deflagrazione delle stesse sarebbe potuta essere micidiale, C.G., 24 enne di Policoro, ma residente a Rocca Imperiale, sottoposto alla misura dell’avviso orale, con precedenti per reati contro il patrimonio ed in materia di stupefacenti,
veniva tratto in arresto. Lo stesso, d’intesa con la Procura della Repubblica di Castrovillari, coordinata dal Dott. Eugenio Facciolla, veniva sottoposto al regime restrittivo degli arresti domiciliari, in attesa di essere processato con rito direttissimo presso le aule del Tribunale di Castrovillari. 

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