Ennesimo grave incidente stradale sulla SS 106: a perdere la vita nello scontro frontale che ha coinvolto un’auto Fiat Stilo Station Wagon e un autoarticolato cassonato, questa volta è stato Vincenzo Gatto, 46 anni, di Trebisacce, operatore ecologico alle dipendenze della società di igiene urbana “Ecology Green”. Il

 fatale incidente si è verificato intorno alle 18.30 di sabato 6 gennaio sulla pericolosissima S.S. 106 in territorio del comune di Villapiana, all’altezza dell’uscita per Trebisacce e a poche centinaia di metri da dove ha perso la vita da poco tempo la giovane Lucrezia Brunacci che si recava a Corigliano per lavoro. Distrutta quasi completamente, almeno nella componente maschile, la sfortunata famiglia Gatto dopo la morte prematura del papà e dei due fratelli. Ora alla povera e affranta madre, originaria di Corigliano Calabro, resta come compagnia la sola figlia Maria. Nessuna ipotesi è trapelata finora circa le cause dell’incidente la cui dinamica è al vaglio delle Forze dell’Ordine. Pare comunque che i due mezzi, complice l’oscurità della sera, si siano scontrati frontalmente e nell’impatto violento contro l’autoarticolato ha avuto la peggio il giovane guidatore della Stilo che è deceduto sul colpo. Inutile quindi, anche se molto tempestivo, l’arrivo del 118 da Trebisacce. I sanitari non hanno potuto fare altro che prendere atto del decesso del giovane e laborioso operatore ecologico. Nessun danno fisico invece al guidatore del TIR. Sul posto, oltre al 118, sono giunti i Carabinieri delle Stazioni di Villapiana e di Trebisacce, una pattuglia della Polstrada di Trebisacce, i Vigili del Fuoco di Castrovillari e di Trebisacce, i Volontari della Misericordia di Trebisacce e gli operai dell’Anas che hanno provveduto ad interrompere e regimentare il traffico che comunque è stato subito dopo deviato sulla vecchia S.S. 106, oggi Provinciale. A far circolare subito la notizia sul web ha provveduto l’associazione “Basta vittime sulla S.S. 106” guidata da Fabio Pugliese che, nel dare notizia di un’altra vita spezzata, ha espresso grande solidarietà alla famiglia Gatto e, dopo aver sottolineato come la famigerata “strada della morte” perseveri nella sua mattanza di vite umane, ha fatto notare che forse l’ennesimo incidente non si sarebbe verificato se ci fosse stato l’ammodernamento a 4 corsie con spartitraffico, addebitando quindi la colpa ai responsabili dei ritardi che impediscono l’avvio del 3° Megalotto Sibari-Roseto.

Pino La Rocca
 

 


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