Arrestato il pregiudicato cassanese Francesco Bruno.
I Carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro hanno dato esecuzione ad una misura cautelare agli arresti domiciliari,emessa dal G.I.P. del Tribunale di Castrovillari, nei confronti di un pregiudicato di Cassano all’Ionio responsabile di tentata estorsione aggravata continuata.

L’attività investigativa, svolta dai Carabinieri della Tenenza di Cassano all’Ionio con il coordinamento del Procuratore della Repubblica di Castrovillari, Eugenio Facciolla e del Sostituto, Angela Continisio, è stata avviata a seguito di varie denunce presentate dall’ex sindaco del Comune di Cassano all’Ionio, Giovanni Papasso, che lamentava di aver ricevuto numerosi messaggi intimidatori sia sulla sua utenza cellulare che su quelle in uso ai suoi amministratori comunali e/o conoscenti.

Le investigazioni condotte hanno consentito di individuare l’autore di tali messaggi minatori in un pregiudicato Francesco BRUNO, classe 1984. Specificatamente, il quadro probatorio a suo carico, elevato dall’Autorità Giudiziaria al rango di gravi indizi di colpevolezza, si fonda sull’analisi dei tabulati telefonici corroborata da attività tecnica intercettiva, sull’acquisizione di diverse registrazioni dei sistemi di video-sorveglianza nonché sul rinvenimento ed il successivo sequestro presso l’abitazione dell’arrestato di un cellulare contenente talune conversazione e messaggi estorsivi rivolti alla figura del Papasso. È stato, inoltre, possibile accertare come l’indagato abbia ripetutamente utilizzato una cabina telefonica pubblica per l’invio di alcuni dei messaggi intimidatori.

Dalla ricostruzione operata dall’Arma di Cassano all’Ionio le ragioni di tale condotta delittuosa sarebbero da ricercare sulla pretesa dell’arrestato di ottenere un posto di lavoro dall’ex sindaco Papasso, verosimilmente, nel settore della raccolta e dello smistamento dei rifiuti, in cambio del suo sostegno elettorale a favore della lista di Papasso alle ultime elezioni amministrative del Comune.

Nonostante le querele presentate da Papasso, sotto la lente della Procura sono finiti anche una serie di messaggi non oggetto di denuncia da parte dell’ex sindaco di Cassano all’Ionio e dal contenuto ambiguo. Un comportamento che ha insospettito gli inquirenti portandoli ad approfondire una vicenda che resta ancora con i contorni non del tutto definiti e perciò oggetto di indagini finalizzate a far luce sull’ipotesi di corruzione elettorale contestata all’odierno arrestato e all’ex sindaco in relazione alle elezioni del 5 giugno 2016.

 

 


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