CROSIA - In merito alla vicenda della presunta aggressione al Sindaco da parte di un “uomo armato di bastone” per motivi politico-economici, che in questi giorni è di dominio pubblico tant’è che sui social e sui giornali non si parla d’altro, ci tengo a precisare che è una questione che va ricondotta unicamente nell’ambito familiare.La politica non c’entra nulla, per quanto in maniera fuorviante e tendenziosa, la si voglia a tutti i costi far passare come tale. 

Inoltre vorrei precisare che questa vicenda, esclusivamente familiare, che nell’articolo apparso sulla Gazzetta del Sud domenica 11 giugno a firma di Anna Russo veniva collegato agli atti incendiari subiti dall’assessore Capristo e dal vicesindaco Forciniti, non ha alcun legame con i fatti avvenuti nei mesi scorsi a danno di altri amministratori, a cui peraltro ho già espresso in passato piena solidarietà e anche oggi mi sento di condannare senz’appello.Sull’accaduto faranno piena luce gli inquirenti ma intanto mi preme sottolineare due cose che reputo fondamentali e che dalle notizie apparse sulla stampa non sono state minimamente evidenziate:Il presunto aggressore dell’avv. Antonio Russo non è un fantomatico sconosciuto armato di bastone ovvero un generico “congiunto”, bensì un fratello che sentitosi minacciato e ingiuriato davanti al portone di casa da ben due persone (Il Sindaco Russo stesso e il figlio) ha temuto per la sua incolumità e si è trovato in un profondo stato di turbamento psico-fisico.L’aggressività dimostrata nell’occasione dal Sindaco e da suo figlio probabilmente è determinata da questioni familiari insolute da anni che, negli ultimi mesi, stava cercando di risolvere totalmente a suo favore lasciando tutto il resto della famiglia all’oscuro. Una situazione che ha indispettito non poco chi pensava già di avere in tasca tutto il compendio immobiliare che originariamente era dell’intera famiglia e stava per entrare nella disponibilità di uno solo con poche migliaia di euro.Mi aspetto quindi che lo sciacallaggio mediatico riguardo questa vicenda che non ha nulla a che vedere con la carica amministrativa ricoperta dal Sindaco e non ha ragioni politiche, possa cessare immediatamente.Spero inoltre che si possa chiudere al più presto questo capitolo e chiedo soprattutto il rispetto della riservatezza delle vicende familiari, in primis ai familiari stessi, che dovrebbero evitare di mettere in piazza vicende private ed usarle a proprio vantaggio per una squallida propaganda politica. Consiglio quindi per il rispetto della famiglia e del legame affettivo, soprattutto quando si ha a che fare con i beni frutto dei sacrifici dei genitori (che sono genitori di tutti e non di uno solo), una maggiore correttezza nei confronti dei familiari stessi. Principio che finora non sembrerebbe aver determinato nessuna delle condotte di chi, rivestendo un ruolo istituzionale, avrebbe potuto darne maggiore sfoggio, ma che spero possa servire per il futuro.

Russo Pierpaolo 

 


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